Il conflitto in Medio Oriente alimenta tensioni e preoccupazioni anche in vista dell'inizio della stagione 2026 di Formula 1. Infatti, dopo Australia, Cina e Giappone, la quarta e quinta tappa del campionato sono rispettivamente Bahrain e Jeddah. Il Presidente della Federazione Internazionale, Ben Sulayem, ha ammesso in un recente comunicato che i vertici della FIA e della F1 stanno monitorando costantemente la situazione, valutando possibili alternative. La domanda da porci dunque, è la seguente: in caso di annullamento del Bahrain e dell'Arabia Saudita, chi può sostituirle? Vediamo insieme delle possibili soluzioni
Il tracciato del Portogallo ha grandi chance di prendere il posto di una delle due tappe del Medio Oriente. Dopo la sua doppia presenza nella stagione 2020, Portimao è riuscito a trovare un accordo biennale con i vertici della Formula 1 per tornare in calendario dalla prossima stagione. Gli organizzatori del circuito non dovrebbero avere grosse difficoltà nell'ospitare un Gran Premio ad Aprile, se fossero chiamati dalla Federazione per sostituire la tappa del Bahrain o di Jeddah.
Anche l’Istanbul Park ha fatto parte del calendario della stagione 2020, e anche del 2021. Nei mesi scorsi, alla domanda se rivedremo nuovamente il tracciato nel campionato di Formula 1, Stefano Domenicali ha smentito che questa possibilità possa realizzarsi nel medio termine, ma non ha escluso una sua partecipazione in futuro.
Tuttavia, in caso di 'emergenze' come quella che stiamo vivendo, l’Istanbul Park potrebbe essere una valida opzione, essendo un tracciato in ottimo stato e ben gestito. Infatti, quest'ultimo è della Federazione automobilistica sportiva turca, la TOSFED, che è un club membro della FIA.
Il tracciato italiano resta tra le opzioni più valide: trovandosi nel continente europeo, non complicherebbe in alcun modo gli spostamenti aerei di tutti i team, aiutando notevolmente in termini di tempo e 'comfort' gli addetti ai lavori. Se dovesse prendere il posto del Bahrain, in programma dal 10 al 12 aprile, le uniche perplessità ruoterebbero attorno all'organizzazione, che dovrebbe avvenire in meno di un mese, e, inoltre, bisognerebbe gestire l'arrivo delle squadre del WEC, vista la disputa della 6h, in programma per il 19 aprile [qui l'articolo d'approfondimento sulla vicenda].
Suzuka è la terza tappa della stagione: sarebbe davvero così strano pensare a un doppio appuntamento sul tracciato nipponico o a puntare al Fuji, così amato dai tifosi? Di recente, la pista ha ospitato un evento di test della Haas, ma un Gran Premio vero e proprio, non lo ospita dal lontano 2008. Tuttavia, considerata la crescente presenza della Toyota in Formula 1, in seguito alla partnership tecnica e di sponsorizzazione con la Haas, la sua proprietà del Fuji Speedway potrebbe facilitare le trattative per un ritorno sul circuito.

È pur vero però che il Circus, in quel periodo, sarebbe già in tournée da un mese: rimanere in Asia per un'altra settimana o due rappresenterebbe un grande grattacapo logistico. Dopo tre gare disputate, l'opzione migliore sarebbe tornare alle fabbriche per valutare l'andamento delle vetture. La questione dunque, è più spinosa che mai, con i vertici della FIA e della F1 che ci forniranno al più presto aggiornamenti ufficiali sulla vicenda.
Foto copertina www.autohebdo.it
Foto copertina x.com
Foto interna x.com
Foto copertina corp.formula1.com
Foto copertina images.travelandleisureasia.com
Leggi anche: Madrid a Rischio, l'ultimatum della RFEDA: serve una gara di test prima della F1
Leggi anche: Lego F1: in arrivo i caschi di Leclerc, Hamilton e di altri piloti amatissimi
Leggi anche: Sainz si confessa: «In Williams i podi più belli, amo le sfide»