F1 2026, Sainz avverte: «Le nostre critiche stanno distruggendo la F1»
07/03/2026 18:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Il dibattito sulle vetture 2026 continua a infiammarsi e Carlos Sainz sceglie una linea diversa rispetto ad alcuni dei suoi colleghi. Mentre Lando Norris parla di monoposto passate «dal meglio al peggio» e Max Verstappen definisce la nuova formula «non corretta», lo spagnolo invita alla prudenza: attaccare pubblicamente il regolamento rischia di danneggiare l’immagine stessa della Formula 1.

«Le critiche pubbliche fanno male allo sport»

F1 2026, Sainz avverte: «Le nostre critiche stanno distruggendo la F1»
Sainz non nega i problemi, ma contesta il modo in cui vengono esposti.
«Cercherò di mantenere un atteggiamento costruttivo… essere eccessivamente negativi è controproducente per i tifosi e i giornalisti», spiega, sottolineando come le discussioni dovrebbero restare nei briefing o nei confronti diretti con FIA e Domenicali.

Il nodo è noto: la ripartizione 50/50 tra energia elettrica e combustione interna sta generando cali di velocità evidenti nei tratti più veloci di Albert Park. Un limite tecnico che ha acceso gli animi nel briefing di venerdì, descritto come particolarmente teso.

Sainz riconosce che il sistema ibrido previsto presenta criticità strutturali:
«Sembra che ci siano molti cerotti messi uno sopra l’altro per risolvere un problema fondamentale».
Ma insiste: la soluzione non passa dal dibattito pubblico.

Un sabato da dimenticare: problemi tecnici e zero giri utili

Oltre alla questione regolamentare, Sainz ha vissuto un sabato complicatissimo. Problemi di affidabilità lo hanno tenuto fermo per quasi tutto il weekend, costringendolo a non prendere parte alla qualifica. Per questo motivo domani scatterà dal fondo della griglia.

«Tutti i problemi che non avevamo riscontrato nei test in Bahrain sembrano essere emersi oggi», racconta.
Il bilancio è impietoso: niente FP2, niente FP3, nessun giro in Q1. Una qualifica praticamente inesistente.

Lo spagnolo prova a leggere tra le righe: Alex Albon, unico riferimento possibile, ha faticato per tutto il weekend. Ma Sainz non può sapere dove sarebbe potuto arrivare: «I miei pochi giri in FP1 erano più competitivi del previsto», ammette, lasciando intendere che il potenziale della vettura resta un’incognita.

 

Il caso Sainz apre un fronte diverso nel dibattito sulle vetture 2026: non solo un problema tecnico, ma anche comunicativo. Mentre alcuni piloti scelgono la denuncia pubblica, lo spagnolo teme un effetto boomerang per l’immagine della Formula 1. Sullo sfondo, però, resta la realtà più immediata: una qualifica disastrosa e una gara tutta da ricostruire, partendo dal fondo e con pochissimi dati a disposizione.

 

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Foto copertina x.com

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