Il Gran Premio d’Australia ha lasciato la McLaren con più interrogativi che certezze. Una gara nata storta già nel giro di ricognizione e proseguita con un passo troppo distante dai migliori. Andrea Stella, Team Principal del team, ha raccontato con grande lucidità una domenica complessa, segnata da problemi alla power unit e da un confronto diretto con Mercedes che evidenzia quanto lavoro ci sia ancora da fare.

Il Team Principal ha spiegato così l’origine delle difficoltà, emerse ancor prima dello start:
«Purtroppo per Oscar c’è stato un problema nel giro di ricognizione. La power unit si è comportata in maniera un po’ inaspettata e questo ha causato lo spin. Alla fine abbiamo chiuso la gara a cinquanta secondi dal leader. Sappiamo che c’è della performance soprattutto nel modo in cui utilizziamo la power unit.»
Un quadro netto: la gara di Piastri è stata compromessa da un comportamento anomalo della PU che non lo ha fatto neanche partire e il distacco finale dell'unica vettura papaya in pista, racconta quanto la McLaren abbia dovuto correre in difesa.
Stella ha poi allargato lo sguardo al confronto con i rivali e agli obiettivi tecnici:
«Con Mercedes, chiaramente, loro stanno facendo un lavoro migliore del nostro nell’utilizzo della power unit. E c’è anche della performance legata al turbo, che rappresenta un elemento importante su un modello aerodinamicamente piuttosto carico. Quindi gli obiettivi sono chiari».
Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni: la McLaren sa dove perde tempo e sa che la strada passa da un miglioramento nella gestione energetica e nell’efficienza aerodinamica.
La domenica australiana non ha portato risultati, ma ha offerto una diagnosi precisa. Andrea Stella ha individuato nella power unit, nel turbo e nell’efficienza aerodinamica i punti chiave su cui intervenire. Gli obiettivi, come ha detto lui stesso, sono chiari. Ora resta da vedere quanto rapidamente la McLaren saprà trasformare questa consapevolezza in performance reale.
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