All'inizio dell'anno, l'Aston Martin aveva su di sè gli occhi di molti curiosi. C'erano tutte le premesse per fare bene: una facility nuova, un budget esorbitante e Adrian Newey come partner tecnico, promosso poi a team principal. Invece, ancora prima dei test sono emerse molte criticità legate sia al progetto macchina come al motore, tanto che la AMR26 è arrivata a Barcellona in ritardo, e ha sfruttato poi il filming day per avere ore aggiuntive.
Il progetto tecnico è molto ambizioso e ha parecchie soluzioni al limite, ma nel suo insieme non funziona. Il culmine si è visto proprio al GP d'Australia, quando entrambi i piloti si sono ritirati e sono rientrati in pista più volte, sfruttando i 58 giri dell'Albert Park come un test, e uscendo poi dall'abitacolo alquanto furiosi. Non il risultato che ci si aspettava dal super ingegnere di Stratford, tanto che Leo Turrini ha commentato sornione: "È tanto un male che Adrian Newey non sia arrivato in Ferrari?".
"Nelle altre squadre Newey aveva qualcuno che gli dava dei perimetri, che fosse Ron Dennis in McLaren o Horner in Red Bull", ha aggiunto poi Ivan Capelli a Race Anatomy. "Ora è chiamato a fare il capo di se stesso, si è fatto ingolosire e pensava di avere tutto il tempo per migliorare. Tutto il resto è arrivato di conseguenza, e a questo si unisce una power unit Honda poco efficiente, che porta tutto il suo peso".
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