Aston Martin, verità amare: «La vettura è difficile, ci manca competitività»
14/03/2026 11:21:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Aston Martin chiude la qualifica del GP di Cina a Shanghai con un quadro chiaro: la vettura è affidabile, ma non competitiva. Il team raccoglie informazioni preziose, ma resta intrappolato in una Q1 che pesa. Le parole di Mike Krack, Fernando Alonso e Lance Stroll mostrano un gruppo che sta ancora cercando di capire una monoposto complessa, imprevedibile e lontana dal livello atteso.

 

“La vettura non è facile da guidare”: la linea di Krack

Aston Martin, verità amare: «La vettura è difficile, ci manca competitività»

Mike Krack fotografa la situazione senza giri di parole:
«Entrambe le vetture hanno completato più giri qui a Shanghai, ma non siamo riusciti ad andare oltre la Q1.»
Nonostante il risultato insiste sul valore dei dati raccolti, ma non nasconde le difficoltà:
«Continuiamo ad apprendere e ad approfondire la nostra conoscenza di questa vettura… la vettura non è facile da guidare.»
La priorità, ora, è analizzare tutto ciò che è stato raccolto per capire dove intervenire:
«Stasera faremo il punto della situazione per capire dove possiamo apportare miglioramenti in futuro.»

 

Alonso e Stroll: due percorsi diversi, stessa conclusione

Fernando Alonso, come sempre diretto, sente di aver tirato fuori tutto il possibile:
«Ho avuto la sensazione di aver spremuto al massimo la vettura… penso che fosse il massimo che potessimo ottenere.»
Una giornata pulita, senza problemi, ma priva di velocità:
«Ci manca semplicemente la competitività.»
Per la gara, l’obiettivo è pragmatico:
«Domani punteremo a portare a termine la gara e cercheremo di capire meglio questo pacchetto.»

Lance Stroll racconta invece una sessione più tormentata:
«È stata una sessione impegnativa… ho avuto difficoltà con l’assetto, soffrendo di sottosterzo e bloccaggi delle ruote posteriori.»
Una vettura imprevedibile, difficile da interpretare:
«Dobbiamo analizzare i dati per capire dove possiamo migliorare… stiamo imparando a ogni giro.»
Il canadese ribadisce la necessità di accumulare chilometri per superare le sfide di un progetto ancora acerbo.

 

Aston Martin esce dalla qualifica con una certezza: la base c’è, ma la prestazione no. La vettura è affidabile, ma non intuitiva; stabile nei programmi, instabile nelle sensazioni.
Krack, Alonso e Stroll convergono sullo stesso punto: serve tempo, serve lavoro, serve capire.
La gara diventa così un laboratorio a cielo aperto, un’occasione per trasformare dati e difficoltà in progressi reali.

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