Il caso Mercedes si sgonfia, FIA soddisfatta: nessuna investigazione sull’ala anteriore
26/03/2026 08:35:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Nel paddock di Formula 1, basta un dettaglio fuori posto per accendere sospetti, teorie e, inevitabilmente, polemiche. È quanto accaduto dopo il Gran Premio di Cina, dove la Mercedes è finita sotto osservazione per il comportamento anomalo dell’ala anteriore sulla vettura di Kimi Antonelli, vincitore della gara, e su quella di Russell, secondo classificato.

Le immagini hanno mostrato una dinamica insolita: l’ala è completamente scarica in rettilineo in modalità SM, poi si vede una transizione apparentemente “a più fasi” verso la configurazione da curva (CM). In particolare, durante la frenata sembrava fermarsi in una posizione intermedia, prima di completare il movimento solo a velocità più basse. Un comportamento che, a prima vista, sembrava in contrasto con il regolamento tecnico, che impone un tempo massimo di 0,4 secondi per il passaggio tra le due configurazioni.

Il sospetto, alimentato anche da alcuni team rivali, era quello di un possibile sfruttamento di una zona grigia regolamentare, magari utile a migliorare stabilità e recupero energetico in frenata. Tanto che almeno una squadra ha contattato direttamente la FIA per chiedere chiarimenti (da indiscrezioni, la Ferrari).

La realtà, però, si è rivelata molto meno sofisticata e decisamente meno “scandalosa”.

Secondo quanto riportato dalla testata The Race, il comportamento dell’ala anteriore non era frutto di un progetto intenzionale, bensì di un semplice errore di calcolo da parte della Mercedes. Il sistema idraulico utilizzato per riportare l’ala in configurazione da curva non era stato dimensionato correttamente per contrastare le forze aerodinamiche alle alte velocità. In sostanza, sopra una certa soglia, la pressione non era sufficiente a completare velocemente il movimento.

Solo quando la velocità diminuiva, e con essa le forze sull’ala, il sistema riusciva finalmente a portarla nella posizione corretta. Un comportamento quindi non voluto, ma legato a una mancata calibrazione del sistema.

Il problema era già emerso in qualifica, tanto da spingere il team a sostituire l’ala sulla vettura di George Russell. Tuttavia, le modifiche apportate non sono state sufficienti, e anche Antonelli ha riscontrato lo stesso fenomeno in gara.

Da allora, a Brackley si è lavorato per rafforzare il sistema idraulico e correggere definitivamente il difetto, con l’obiettivo di evitare qualsiasi ripetizione già dal prossimo appuntamento in Giappone.

La FIA, dopo aver analizzato il caso e discusso con il team, ha ritenuto la spiegazione soddisfacente. Non solo: le analisi suggeriscono che questo comportamento non offriva alcun vantaggio prestazionale, anzi risultava penalizzante in fase di frenata.

Un aspetto che ha contribuito a spegnere definitivamente le polemiche, almeno sul piano tecnico.

Curiosamente, poche ore prima che emergessero questi dettagli, diverse fonti autorevoli avevano già smentito qualsiasi indagine formale sulla Mercedes. Tra queste anche il noto fotografo e insider del paddock Kym Illman, che aveva invitato alla cautela nel valutare le immagini circolate.

Resta però un elemento chiave: il caso ha acceso i riflettori su una norma molto precisa del regolamento, e da ora in avanti qualsiasi comportamento “anomalo” delle ali attive sarà osservato con ancora maggiore attenzione.

Le teorie circolate nel paddock, dal possibile spostamento del centro di pressione aerodinamico fino a un miglioramento della gestione energetica, restano affascinanti sul piano tecnico. Ma, almeno questa volta, la spiegazione è molto più semplice: nessun trucco, solo un errore.

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