La prima vittoria di Kimi Antonelli non ha colpito solo il paddock: ha toccato profondamente anche Peter Bonnington, l’ingegnere che ha accompagnato Lewis Hamilton per un decennio e che ora guida passo dopo passo il talento più atteso della nuova generazione. Le sue parole a Sky Sports F1 raccontano un mix di orgoglio, stupore e consapevolezza: Kimi non è solo giovane, è diverso.

Jamie Chadwick gli chiede cosa serva per puntare al Mondiale. Bono non vende sogni: costruisce realtà.
“Ci vorrà resistenza. Vincere una gara è fantastico, ma vincere un campionato richiede uno sforzo esponenziale. Bisogna seguire le procedure, pensare al processo. Non correre troppo. Arriverà.”
È la filosofia che ha accompagnato Hamilton per anni: disciplina, metodo, niente scorciatoie. E ora è la stessa che sta trasmettendo a Kimi.
Quando Craig Slater gli chiede del podio di Lewis, Bono sorride:
“Il vecchio lupo di mare ha ancora una bella grinta.”
E quando Jacques Villeneuve gli domanda se con Kimi si comporti da mentore, Bono non si nasconde:
“Kimi ripone molta fiducia in me. Io ho l’esperienza, lui la giovinezza. Lo accompagno passo dopo passo nel processo che porta a diventare un campione. Ha appena completato il primo passo.”
È un rapporto nuovo, quasi educativo. E Bono lo abbraccia con naturalezza.
Poi arriva il cuore dell’intervista: il confronto tra i grandi del passato e il ragazzo che ha appena vinto la sua prima gara.
“Ho incontrato persone come Michael, che ha incontrato persone come Lewis… e allora capisci che c’è quel passo in più, quel decimo o due in più. Kimi ce l’ha.”
Detta da chi ha visto da vicino Michael Schumacher, Lewis Hamilton e Nico Rosberg: pesa come un verdetto. E quando gli chiedono come si manifesti questo “decimo in più”, Bono è chiarissimo:
“Si vede nei dati. Non so come faccia a guidare una macchina così neutra, tenendo tutto sotto controllo mentre la vettura è pronta a ruotare sul proprio asse.”
È tecnica pura. È talento puro. Dopodiché aggiunge un dettaglio che racconta la maturità di Kimi:
“Si adatta a tutto. Raramente torna dicendo che bisogna stravolgere la macchina.”
Un pilota che non chiede il mondo: lo interpreta.
Nelle sue parole non c’è retorica, c’è esperienza. L’uomo che ha accompagnato Hamilton verso la leggenda vede in Antonelli qualcosa che non si insegna, qualcosa che non si costruisce: quel decimo in più che distingue i talenti dai campioni.
Bono lo sta guidando, sì, ma soprattutto lo sta osservando crescere. E quando uno come lui dice che Antonelli ha appena compiuto il primo passo, significa che il cammino è già tracciato.
La vittoria in Cina non è stata un episodio: è stata la conferma che il futuro è arrivato prima del previsto. E Bono, che di futuri ne ha già visti nascere, lo ha capito subito.
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