La nuova F1 funziona, ma il giro secco no: il «lift and coast» è il vero nemico
20/03/2026 08:52:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il nuovo regolamento 2026 continua a essere osservato con attenzione, ma i primi due weekend della stagione hanno offerto uno spettacolo che ha sorpreso persino i più scettici. Le gare di Melbourne e Shanghai hanno mostrato una Formula 1 viva e combattuta, capace di generare duelli intensi e un coinvolgimento del pubblico superiore alle aspettative. Eppure, dietro l’entusiasmo generale, i direttori sportivi hanno individuato un punto critico che rischia di incrinare l’equilibrio del format: la necessità per i piloti di ricorrere al “lift and coast” persino nel giro veloce in qualifica, proprio quando dovrebbero esprimere il massimo della prestazione. È qui che si concentra ora il dibattito tecnico, mentre la FIA valuta come intervenire senza compromettere ciò che, finora, sta funzionando.

 

Un regolamento che convince, ma non in qualifica

La nuova F1 funziona, ma il giro secco no: il «lift and coast» è il vero nemico

Nella riunione tra i direttori sportivi, il giudizio sulle prime due gare è stato unanime: l’azione in pista è stata di alto livello e la risposta del pubblico ha confermato che la nuova Formula 1 sta funzionando. Nessuna crisi, nessuna necessità di interventi urgenti, nessuna pressione per modifiche immediate.

Il problema, però, emerge nelle qualifiche. A Melbourne e Shanghai, i piloti sono stati costretti a gestire l’energia anche nel giro secco, utilizzando il “lift and coast” proprio nel momento in cui dovrebbero spingere al massimo. Una situazione che ha generato critiche diffuse e che ha portato i team a chiedere una revisione mirata.

L’obiettivo è semplice e condiviso: riportare il giro veloce a essere davvero veloce, senza compromessi. Le squadre e i piloti saranno coinvolti nel processo, mentre la FIA avrà il compito di elaborare soluzioni tecniche da riportare al tavolo delle trattative.

 

Una pausa che diventa un vantaggio strategico

Nell’immediato non cambierà nulla: il weekend di Suzuka si correrà con le regole attuali. Ma la pausa forzata nel calendario, causata dalla cancellazione dei GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita, offre alla Formula 1 un’opportunità preziosa. Con più tempo a disposizione, sarà possibile valutare eventuali aggiustamenti senza fretta, evitando reazioni impulsive che potrebbero creare nuovi problemi.

Secondo quanto riportato, non si tratterà di rivoluzioni, ma di interventi mirati a eliminare o attenuare i punti critici emersi nei primi tre weekend. Molte delle preoccupazioni nate nei test in Bahrain sono già state mitigate nel corso del primo mese di stagione, senza bisogno di interventi drastici da parte della FIA.

Il messaggio è chiaro: la Formula 1 non è in difficoltà, ma sta affinando un regolamento che ha già dimostrato di poter funzionare.

 

Il nuovo corso della Formula 1 sta superando la prova più importante: quella della pista. Le gare convincono, il pubblico risponde e il paddock non vede motivi per interventi radicali. Ma la qualità delle qualifiche è parte essenziale dello spettacolo, e il “lift and coast” nel giro secco non può diventare la normalità.

La pausa prima di Miami offrirà lo spazio per riflettere e intervenire con lucidità. Per ora, la direzione è chiara: nessuna rivoluzione, solo aggiustamenti intelligenti per rendere il format ancora più solido e coerente con lo spirito della F1.

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