Suzuka è uno dei circuiti più amati dai piloti di Formula 1 perché mette davvero in mostra le loro abilità di guida. Il tracciato del Gran Premio del Giappone è anche uno dei più impegnativi del calendario, con le sue diciotto curve, molte delle quali impresse per sempre nella storia di questo sport.
Le forze e i carichi generati dai continui cambi di direzione, combinati con i tratti ad alta velocità, rendono il tracciato giapponese di 5,807 chilometri uno dei più duri per gli pneumatici. Le mescole selezionate sono quindi le tre più dure della gamma: C1 per le Hard, C2 per le Medium e C3 per le Soft. Ciò significa che l'opzione più dura, la C1, farà il suo debutto a Suzuka, non essendo stata scelta per i primi due weekend di gara della stagione.

Il circuito di proprietà della Honda è stato rifatto in vista dell'evento del 2025, dall'uscita della prima chicane fino alla fine del primo settore. Quest'anno i lavori sono proseguiti con il sostanziale completamento dei restanti due settori fino alla curva 17. L'asfalto dovrebbe quindi essere liscio e ancora sporco, offrendo un grip relativamente basso. In queste condizioni è normale aspettarsi un po' di graining, in particolare con la mescola più morbida. L'anno scorso la sua comparsa, limitata all'asse anteriore, è progressivamente diminuita dopo la giornata di apertura grazie all'evoluzione della pista.
Tuttavia, l’estensione maggiore del nuovo asfalto, che presenta caratteristiche simili a quelle del primo settore, potrebbe richiedere quest’anno un monitoraggio più attento del fenomeno e del suo impatto sul degrado. Entro venerdì avremo già un’idea più chiara di cosa possano aspettarsi i team nel corso del weekend. Sarà dunque particolarmente interessante osservare il comportamento sia delle mescole più dure che di quelle più morbide. Se la C1 dovesse offrire buoni livelli di aderenza e la C3 si dimostrasse costante come a Shanghai, tutte e tre le opzioni potrebbero giocare un ruolo significativo nel definire le strategie di gara.
Anche la temperatura sarà un fattore chiave. Il Gran Premio del Giappone si svolge una settimana prima rispetto allo scorso anno, quando le temperature ambientali si erano già stabilizzate intorno ai 15 °C.
Se non ci saranno aumenti significativi, il degrado termico rimarrà contenuto. La possibilità di completare la gara con una sola sosta potrebbe quindi dipendere dall’effettiva entità del graining e dalla sua conseguente influenza sulle prestazioni. Certamente, i team dovranno prestare molta attenzione alla preparazione delle qualifiche, quando sarà essenziale portare le gomme alla temperatura corretta.
Lo scorso anno a Suzuka la maggior parte dei piloti ha scelto la strategia più veloce, ovvero quella con una sola sosta. Quindici vetture sono partite con le gomme medie, mentre un paio in fondo al gruppo hanno optato per le morbide e un altro paio per le dure. Nel secondo stint queste ultime sono diventate le protagoniste. Le basse temperature hanno consentito stint molto lunghi con entrambe le mescole più dure senza alcun calo significativo dei tempi sul giro. I tre piloti che sono saliti sul podio hanno tutti sostituito le medie con le dure intorno al ventesimo giro e hanno poi completato la gara con quella mescola fino alla bandiera a scacchi.
Come per Melboune e Shanghai, anche in Giappone sul podio vedremo un cappellino speciale. Realizzato da Pirelli Design in collaborazione con il designer Denis Dekovic questo si ispira ai fiori di ciliegio. La fioritura dei sakura, che coincide con il periodo in cui Suzuka ospita la gara, è raffigurata sul cappellino Pirelli. Come sempre, i cappellini saranno disponibili per l'acquisto sulla piattaforma e-commerce dedicata della Pirelli.



Questo è il secondo dei sei approfondimenti che proponiamo regolarmente su formula1.it per accompagnare l’avvicinamento a ogni weekend di gara: oltre allo studio e le informazioni Pirelli, trovano spazio la programmazione TV e streaming dell’evento, l'analisi Brembo, gli aggiornamenti ufficiali, le prime immagini e i setup dalla pitlane, oltre alla tabella delle componenti della power unit utilizzate.
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