Kimi Antonelli firma una pole di peso in Giappone e lo fa con la naturalezza di chi sente la macchina nelle mani. Una sessione pulita, progressiva, in cui ogni giro ha aggiunto qualcosa al precedente, fino a costruire un risultato che racconta maturità e controllo.

Antonelli descrive una qualifica in cui tutto ha preso forma con continuità:
«È stata una sessione buona, pulita, e mi sono sentito molto bene in macchina. Ogni tentativo continuavo a migliorare».
Il ritmo è salito giro dopo giro, segno di una vettura che risponde e di un pilota che sa come farla rendere.
L’unico momento imperfetto arriva nel tentativo finale:
«Peccato l’ultimo giro, ho avuto un bloccaggio alla curva 11, però è stato anche quello un buon giro».
Un episodio che non scalfisce la soddisfazione complessiva:
«Sono molto contento di questa sessione, quindi ora concentriamoci su domani».
Antonelli lascia la qualifica con la consapevolezza di aver costruito una pole di sostanza, senza forzare, senza sbavature. La base è forte, il feeling è chiaro, e il messaggio è semplice: la pole è il primo passo, ora si va a chiudere il lavoro nella gara di domani.
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