Il Gran Premio del Giappone ha messo in luce un problema tecnico tanto raro quanto determinante per George Russell. Il britannico aveva tra le mani una Mercedes competitiva, capace di lottare per il podio se non addirittura per la vittoria, ma la sua gara è stata compromessa da un’anomalia del sistema ibrido che ha alterato in modo significativo la gestione dell’energia.
Il punto critico non è stato un errore di guida né una scelta aggressiva: è stato un comportamento imprevisto del software del propulsore, innescato da una combinazione di input che ha attivato una modalità non desiderata nel momento peggiore possibile.
Per comprendere la portata dell’episodio, bisogna entrare nel dettaglio di ciò che è accaduto: un limite di raccolta energia raggiunto alla ripartenza e, soprattutto, l’attivazione involontaria del superclip, una funzione che ha sottratto potenza proprio mentre Russell era in piena lotta con le Ferrari.

Alla ripartenza dopo la safety car, Russell si è trovato improvvisamente con una disponibilità di energia ridotta. Il sistema ibrido aveva raggiunto il limite di raccolta, impedendogli di erogare la potenza necessaria nei primi secondi cruciali. Nella Formula 1 attuale, la gestione dell’energia è una questione di millisecondi: se il sistema non rilascia la potenza prevista, il pilota resta esposto. È esattamente ciò che è accaduto a Russell, che ha perso terreno mentre le Ferrari sfruttavano tutta la loro spinta elettrica.
Toto Wolff ha commentato con queste parole il problema tecnico del suo pilota:
«Ha poi perso altre posizioni: prima alla ripartenza, quando ha raggiunto il limite di ricarica e si è ritrovato con poca energia a disposizione…»
Questo episodio, da solo, sarebbe bastato a complicare la gara. Ma il vero problema doveva ancora arrivare.
Il passaggio decisivo è avvenuto qualche giro più tardi. Russell era impegnato a difendersi da Charles Leclerc quando un bug nel software del propulsore ha attivato il superclip: una modalità che forza la ricarica della batteria, sottraendo potenza al motore termico e a quello elettrico.
In pratica, la vettura ha iniziato a ricaricare energia invece di erogarla, proprio mentre Russell era in piena accelerazione.
Il bug è stato innescato da una combinazione di azioni simultanee — pressione di un pulsante e cambio di marcia — che ha attivato una funzione non prevista in quel contesto.
Andrew Shovlin, direttore tecnico di pista:
«Un bug nel codice del software, innescato dalla pressione di un pulsante e dal cambio di marcia contemporaneamente, ha causato l'attivazione del superclip del propulsore e la ricarica della batteria, consentendo a Charles di superarlo.»
In quel momento, Russell non aveva alcuna possibilità di difendersi: la vettura stava “ricaricando” invece di spingere.
È stato un evento raro, difficile da prevedere e devastante per la sua gara.
Ed é proprio George Russell che racconta quali sono stati i suoi problemi:
«…abbiamo perso altre due posizioni, prima per aver raggiunto il limite di raccolta dati e poi a causa di un superclip inaspettato. È stato piuttosto frustrante…»
Il quarto posto finale non racconta la vera storia del GP di Russell. Il britannico ha perso posizioni non per mancanza di ritmo, ma per un comportamento anomalo del sistema ibrido che ha compromesso la sua capacità di attaccare e difendere nei momenti chiave.
Suzuka diventa così un caso emblematico di quanto la Formula 1 moderna dipenda dall’integrazione tra software, hardware e input del pilota: basta un bug, una sequenza imprevista, un limite raggiunto nel momento sbagliato, e una gara potenzialmente da vittoria o podio si trasforma in un’occasione sfumata.
Leggi anche: GP Giappone - Analisi strategie: Russell perde la testa, le staffe e la dignità
Leggi anche: «Non stiamo dando gli strumenti giusti»: Wolff accusa la Mercedes
Leggi anche: Russell mastica amaro: «Tutti i problemi capitano a me, è dura»
Foto copertina x.com