Il 2026 della Ferrari si è aperto con la notizia dell'uscita di scena di Riccardo Adami dal ruolo di ingegnere di pista di Lewis Hamilton. Una mossa che era nell'aria da tempo e che, con un comunicato ufficiale, la Scuderia ha camuffato come un cambio di ruolo per l'ex tecnico del sette volte iridato: Adami, dopo anni in pista, da quest'anno lavorerà nella Driver Academy del Cavallino e nelle attività dei test TPC. Un addio che, seppur inatteso nei tempi, non aveva sorpreso, visto che era noto come il rapporto tra Lewis e Adami fosse professionale, mancando però di quel feeling necessario tra tecnico e pilota. Da qui, dunque, era scaturito del malcontento nel pilota inglese, tale da spingere il team a sacrificare Adami per accontentare Hamilton. Come anticipato da chi scrive in anticipo rispetto a testate erroneamente citate come fonte, la Rossa aveva da tempo ingaggiato dalla McLaren l'ex performance engineer di Oscar Piastri per affiancare il pilota inglese.
Cedric Michel-Grosjean, però, ha indossato la divisa rossa solo durante il GP d'Australia, dopo la fine del gardening concordato con McLaren, lasciando così Lewis "scoperto" per un certo periodo. E per gestire questo "vuoto", come anticipato, la Ferrari aveva richiamato in pista Carlo Santi, impegnato nel remote garage di Maranello ma esperto del ruolo, avendo lavorato con Raikkonen nel 2018: un traghettatore a tempo per stare a fianco di Lewis nei primi GP dell'anno, fino all'arrivo del francese. E, non a caso, abbiamo detto "a tempo", visto che come riportato lo scorso gennaio, il veronese aveva dato disponibilità per affiancare l'inglese per un periodo di tempo limitato: tre gare era la voce circolata, pur con possibilità di proroga per gestire al meglio la staffetta. Una supplenza, quella dell'italiano, utile anche per affiancare Michel-Grosjean in un graduale ingresso nel ruolo. Il transalpino, di fatto, ha osservato da vicino il lavoro di Santi in Australia, Cina e Giappone, conoscendo i metodi di lavoro del Cavallino e le persone con cui dovrà lavorare.
Terminate le prime tre gare, ogni momento potrebbe essere quello giusto per assistere al "passaggio di testimone" tra Santi e Cedric Michel-Grosjean, pronto a debuttare come ingegnere di pista di Lewis Hamilton. Ma non è detto che questo avvicendamento avvenga già dal GP di Miami, come indicano diverse voci che stanno circolando in queste ore. Al contrario, forse grazie al bel feeling che si è creato tra Santi e Hamilton (e magari dinanzi a una sua esplicita richiesta del britannico) e alla poca esperienza dell'ex McLaren nel team, la situazione potrebbe tranquillamente restare come quella vista sinora: allo stato attuale, come ci viene riferito dall'ambiente Ferrari, Michel-Grosjean si sta integrando in squadra e Santi è, a tutti gli effetti, il race engineer. Insomma, a Maranello non c'è motivo di affrettare questo avvicendamento che, a questo punto, avverrà quando tutte le parti coinvolte lo riterranno più opportuno, per sé e per la squadra.
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