Nessuno, o quasi, se lo sarebbe aspettato. Dopo i primi tre GP della stagione 2026 di Formula 1, l’Italia si trova a vivere un sogno a occhi aperti: Andrea Kimi Antonelli è il leader della classifica piloti, dopo aver conquistato la vittoria nei GP di Cina e Giappone e aver regolato il suo compagno di squadra George Russell.
Un pilota, l’inglese, con cui Kimi dovrà contendersi il titolo mondiale fino alla fine del campionato, se il quadro dei valori in campo resterà tale. Eppure, pur essendo più esperto e abituato a lotte di vertice e giochi psicologici, Russell si trova ora a guardare da dietro il pilota bolognese.
Una sorpresa, come detto, che sta portando diversi addetti ai lavori a porsi una domanda: un pilota giovane e inesperto come Antonelli potrà reggere alla distanza un testa a testa con il suo compagno di squadra?
Certo, tutti sperano in una risposta affermativa alla domanda: è l’unica, ad oggi, chance per tenere aperta la lotta per il campionato fino a fine stagione.
E tra i vari addetti ai lavori o personaggi influenti del paddock che hanno espresso un parere sulla capacità di Antonelli di reggere la pressione, pur applaudendo i risultati fin qui raggiunti dal giovane driver della Mercedes, c’è stato l’ex pilota colombiano Juan Pablo Montoya. Il 50enne, che nel 2003 andò vicino alla conquista del titolo al termine di una lotta con Michael Schumacher e Kimi Raikkonen, parlando a Casinostugan, ha frenato gli entusiasmi su Antonelli.
“Non credo che Kimi Antonelli diventerà campione del mondo. Quando inizierà a rendersi conto di essere in testa alla classifica, penso che la pressione potrebbe avere la meglio su di lui, perché è molto giovane e non ha mai vissuto una situazione del genere prima d’ora. È molto più facile essere il cacciatore che essere la preda. Se sei la preda e inizi a essere nuovamente battuto, potresti andare in tilt e iniziare a crollare, commettendo vari errori”.
Leggi anche: Ferrari davanti alla Mercedes in classifica? Si, è tutto vero: ecco dove
Leggi anche: Antonelli, che stoccata a Gravina: «Facciamo uno sport per dilettanti»
Foto copertina x.com