Il regolamento brucia, Tombazis soffia: «Serve calma, non caos»
10/04/2026 09:20:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 è entrata in una fase delicata: tre gare, un incidente che ha fatto discutere, piloti divisi e un regolamento che sembra aver scatenato più tensioni del previsto. In mezzo al rumore, però, c’è una figura che invita alla calma. Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto della FIA e uomo che ha seguito il regolamento 2026 fin dalle prime bozze, osserva il caos con lucidità. E nelle sue parole emerge un messaggio chiaro: la situazione non è né perfetta né disastrosa, ma richiede interventi mirati, non rivoluzioni.

 

Un regolamento sotto pressione, ma senza allarmi

Il regolamento brucia, Tombazis soffia: «Serve calma, non caos»

Tombazis non minimizza i problemi, ma rifiuta la narrativa catastrofista che ha dominato il paddock:
«Non stiamo discutendo di una riscrittura completa», afferma.
E usa un’immagine che sintetizza perfettamente il suo pensiero:
«Il paziente non è in terapia intensiva; ha solo bisogno di mangiare un paio di mele al giorno, non di un intervento a cuore aperto».

Le critiche dei piloti non lo sorprendono. Chi guida vetture competitive, come Russell o Antonelli, vede il nuovo sistema come una sfida gestibile. Altri, come Norris, lo considerano un limite alla guida. Verstappen è arrivato a dire che potrebbe lasciare la F1. Tombazis non si scompone:
«Quando sei l’arbitro, vieni criticato. Siamo abbastanza maturi da saperlo».

L’incidente di Oliver Bearman a Suzuka, però, ha imposto una riflessione più profonda. Le differenze di velocità in avvicinamento erano state identificate come un rischio, ma serviva tempo per analizzare i dati.
«Ogni incidente ad alta velocità è uno shock. Intervenire troppo in fretta può peggiorare la situazione», spiega.
La sicurezza resta la priorità, ma senza scelte impulsive.

 

Modifiche rapide, software da ritoccare e un equilibrio da trovare

Le discussioni tra FIA, team e costruttori sono già in corso. L’obiettivo è chiaro: intervenire senza stravolgere.
Non si toccherà l’hardware dei motori, ma si agirà sui parametri di recupero e utilizzo dell’energia, il cuore del problema:
«Sono regole di gestione energetica. Non richiedono modifiche all’hardware, ma possono comportare cambiamenti alle impostazioni e al software», spiega Tombazis.

La complessità dei nuovi power unit è parte della sfida:
«Si può imparare teoricamente a suonare il violino, ma finché non lo si suona non si capisce cosa comporti», dice, riferendosi alla curva di apprendimento dei team.

Le riunioni di aprile — tecniche, poi con i piloti, infine con i team principal — serviranno a definire gli interventi da introdurre già per Miami. E non è esclusa una revisione in due fasi, con una seconda tranche di modifiche più ampia da concedere ai costruttori.

La F1 sta camminando su un filo sottile: migliorare la guidabilità, garantire la sicurezza, mantenere lo spettacolo e non snaturare un regolamento nato per evolvere.

 

Il dibattito è acceso, le opinioni contrastanti, la pressione altissima. Ma Tombazis resta convinto che la F1 saprà trovare un equilibrio.
«Tutti hanno una grande passione per questo sport. Le reazioni sono forti, ma ora spero in un ampio consenso», dice.
Le modifiche non accontenteranno tutti, ma l’obiettivo è chiaro: correggere ciò che non funziona senza demolire ciò che può crescere. Nonostante la stagione è appena iniziata,  la F1 ha già capito una cosa: il 2026 sarà un anno di adattamento, non di resa.

 

Leggi anche: Riunione FIA - Pronti a cambiare i regolamenti 2026: il verdetto

Leggi anche: La FIA incontra i team: le possibili modifiche in ottica 2027

Foto copertina x.com

Foto interna x.com


Tag
tombazis | fia | regolamento |