La F1 corre, ma chi la sostiene è vicino al limite
11/04/2026 15:20:00 Tempo di lettura: 4 minuti

La Formula 1 vive grazie allo spettacolo in pista, ma si regge su una forza silenziosa e spesso invisibile: migliaia di volontari che garantiscono sicurezza, ordine e continuità. Un nuovo rapporto della FIA rivela numeri impressionanti e apre una riflessione profonda sul futuro di questo esercito nascosto.

 

Un sistema che vive sui volontari: numeri enormi, responsabilità crescenti

 La F1 corre, ma chi la sostiene è vicino al limite

Lo studio commissionato dalla FIA attraverso la FIA University fotografa una realtà sorprendente: servono in media 838 volontari per ogni weekend di gara, per un totale di oltre 20.000 persone all’anno. La maggior parte sono commissari di pista, impegnati in turni che arrivano a 48 ore per weekend, per un totale di 965.376 ore di lavoro a stagione.

Due terzi dei volontari prendono ferie o permessi non retribuiti pur di essere presenti. Il rapporto quantifica anche l’impatto economico: 11,1 milioni di euro per formazione e reclutamento, a fronte di un valore del lavoro stimato in 13,2 milioni.

É per questo che la FIA vede in questi numeri un campanello d’allarme: il carico di lavoro è aumentato del 20% e la necessità di ampliare e professionalizzare il bacino dei volontari è ormai evidente. Il nuovo accordo di Governance Concorde garantirà risorse aggiuntive per migliorare processi decisionali, stewarding e controllo gara.

 

Formazione, professionalizzazione e una nuova generazione di commissari

Il rapporto propone una serie di interventi: un responsabile del benessere dei volontari, investimenti in ricerca e tecnologia, e un modello di gestione più sistematico. La FIA ha già avviato un dipartimento dedicato agli ufficiali di gara, con l’obiettivo di centralizzare e uniformare la formazione in tutti i club membri.È per questo che é stato  creato un programma ad alte prestazioni per individuare e far crescere la nuova generazione di commissari e direttori di gara: la prima classe di sei commissari ha ottenuto l’idoneità per ruoli FIA, mentre tre nuovi direttori di gara entreranno in attività nel 2026.

Il progetto chiave del futuro sarà un centro di eccellenza dedicato alla formazione.

C'é però un dato incoraggiante che emerge dal rapporto: la maggior parte dei volontari resta attiva per almeno cinque anni, segno di un forte senso di appartenenza. Lo conferma Rui Marques, direttore di gara F1, che racconta:
«Aspettavo di compiere 18 anni per diventare commissario di pista. Quello che ho trovato è una famiglia, ovunque tu vada nel mondo».

Marques sottolinea anche un cambiamento positivo:
«Ora vediamo arrivare più giovani, il che è davvero positivo», un fenomeno legato anche al successo globale della serie Netflix Drive to Survive.

 

Il rapporto della FIA mette in luce una verità spesso ignorata: la Formula 1 non esisterebbe senza i suoi volontari. Sono loro a garantire sicurezza, continuità e qualità operativa in ogni angolo del mondo. Ma per sostenere un calendario sempre più intenso e un livello di complessità crescente, servono investimenti, professionalizzazione e una strategia globale. La F1 corre veloce, e ora deve assicurarsi che anche chi la sostiene nell’ombra possa continuare a farlo, con competenza, sicurezza e riconoscimento.

 

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com


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