Ferrari, la power unit non convince: quanti cavalli mancano rispetto a Mercedes
17/04/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo le prime tre gare del campionato 2026, le gerarchie della nuova stagione di Formula Uno appaiono abbastanza chiare: la Mercedes è indubbiamente il team da battere e la Ferrari, almeno fino a oggi, è emersa come seconda forza in campo. Un quadro che, in questa fase di sosta causata dalla guerra in Medio Oriente, sta portando la Scuderia a lavorare per cercare di colmare il gap rispetto al team di Toto Wolff, con particolare attenzione al lavoro sulla power unit, area in cui risiede gran parte del divario.

Per chiudere il gap, la Rossa confida nell’ADUO, l'arma che la FIA concede, con extra budget e test al banco, ai motoristi per recuperare terreno rispetto a chi è davanti. Uno strumento con cui la Scuderia spera di poter portare in pista una spec aggiornata della power unit entro il mese di luglio. E, nell'ottica di ottimizzare il lavoro in quest'area, il team italiano ha potenziato l'organico del reparto motori, facendo "spese" in altri team.

Nuovi arrivi

Il Cavallino, infatti, ha assunto un nuovo tecnico con esperienza in FE, seguendo la strada già percorsa dalla Mercedes, che avrebbe sfruttato le conoscenze accumulate nella categoria 100% elettrica per utilizzarle in Formula 1. Un approccio che, risultati alla mano, ha funzionato, aprendo la strada a una direzione che anche Maranello ha deciso di intraprendere.

La Ferrari ha così deciso di puntellare l'area dedicata all’utilizzo ottimale di batteria e deployment dell'energia, assumendo Maxime Martinez. Il francese, arrivato due mesi fa, vanta esperienze con Nissan FE, con attività legate alla gestione dell’energia in vettura, ma anche un anno nel reparto motori Mercedes, dove potrebbe aver appreso alcuni segreti della power unit di Brixworth. Un nuovo tassello che potrebbe aiutare la Rossa a chiudere il gap dalla Mercedes in un percorso che inizierà con l'arrivo degli aggiornamenti a Miami, in attesa che in estate debutti il nuovo propulsore.

Cercasi cavalli sull'ICE

Il nuovo 067/6, di fatto, dovrà aiutare la SF-26 a non perdere terreno in rettilineo, dove oggi paga, come appreso da nostre fonti vicine al Cavallino e riportato anche da Motorsport.com, circa 30 cavalli in termini di ICE dall'unità anglo-tedesca. Un gap non trascurabile, che il team diretto da Fréd Vasseur dovrà chiudere rapidamente per lottare con la Stella.

Va detto, però, che nelle idee dello staff tecnico di Loic Serra questo deficit non rappresenta una novità, visto che nel Reparto Motori si era “varato” un motore che potesse, pagando qualche cavallo da recuperare poi con l'aerodinamica, avere masse radianti più piccole a vantaggio del peso e di una elevata riduzione del drag, così come un soffiaggio ottimale dei gas caldi dallo scarico.

Un gap che la Ferrari spera di colmare in modo graduale con una precisa road map che, come detto, inizierà con le novità in arrivo a Miami per proseguire poi con la PU tre, sviluppata con l'ADUO e montata dal GP del Belgio, con cui provare a riaprire la lotta mondiale.

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Foto copertina x.com


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