Anche senza volerlo, a causa del conflitto in Medio Oriente, la F1 è rimasta senza gare nel mese di aprile. Le tensioni tra USA e Iran, di fatto, hanno spinto i vertici di FIA e Liberty Media ad annullare i GP di Arabia Saudita e Bahrain sia per “rispettare” l'immagine del Circus e i valori, più o meno rispettati nei fatti, che si impegna a promuovere da tempo, sia per non mettere a repentaglio la sicurezza del personale del paddock nelle trasferte nel Golfo Persico. Eppure, nelle factory dei team, si stanno vivendo settimane di grande sforzo e impegno, finalizzate a ottimizzare l'analisi dei dati raccolti nelle prime gare, utili a sviluppare le monoposto in modo da tornare in pista, a Miami a inizio maggio, con un pacchetto migliore rispetto a quello con cui sono state disputate le tappe inaugurali del 2026.
Uno dei team che più sta lavorando in questo mese di pausa è la Ferrari, che ha messo in cantiere un fitto programma di lavoro in pista e in fabbrica per riuscire a progredire e imprimere una svolta a un anno nato bene, ma che non sta ancora rispettando in pieno le attese. Ad inizio aprile la Rossa ha disputato due giorni di test TPC al Mugello, con Antonio Giovinazzi, Arthur Leclerc e Antonio Fuoco in pista con la vettura 2025, per poi lavorare con la monoposto della stagione attuale, che qualche giorno fa è stata affidata a Lewis Hamilton per i test Pirelli sul circuito di Fiorano. Al pilota inglese è stata affidata una SF-26 nella sua versione base per prendere parte ai test gomme e contribuire allo sviluppo delle coperture per la prossima stagione. Un'ultima uscita della “Spec A” della monoposto di questa stagione prima dell'arrivo dei nuovi e corposi aggiornamenti della vettura.
La Ferrari, infatti, nella giornata di mercoledì sarà in pista a Monza con Lewis Hamilton e Charles Leclerc, come appreso da mesi, per un filming day con la SF-26 dotata degli sviluppi che verranno introdotti nel weekend del GP di Miami. Duecento chilometri in cui verranno raccolti i primi dati sulle novità, su tutte l'ala “Macarena” e gli upgrade aerodinamici nella zona del fondo e dell'ala anteriore, su cui i tecnici della Rossa stanno lavorando ormai da diverse settimane. Il tutto con la speranza, coltivata però non solo a Maranello ma in tutte le sedi degli undici team della griglia, che le migliorie pensate possano aiutare a risolvere i piccoli problemi emersi e andare a caccia di una Mercedes che, fino a oggi, è parsa inarrivabile in ogni scenario, ma che forse, dalla ripresa delle ostilità, potrebbe non essere così lontana come sembra.
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