La nuova stagione di F1 si sta rivelando ricca di temi di discussione e dibattiti politici, più di quanto si potesse attendere, specie per quanto riguarda la componente del motore, vero game changer del nuovo ciclo tecnico.
Dopo le discussioni durante la sosta forzata di aprile, la FIA, i team e i motoristi sono arrivati a un compromesso sulla gestione di energia e potenza elettrica a partire dal GP di Miami, per cercare di limitare le criticità emerse nella primissima fase di campionato, dove aspetti legati alla gestione dell'energia hanno avuto il sopravvento su temi come talento e prestazione pura.
Certo, le soluzioni pensate non semplificano la vita dei tecnici o del pubblico che cerca di capire la "nuova" F1. Al contrario, saranno solo il primo passo della vera lotta sui motori, visto che è in via di definizione l’assegnazione dei gettoni di sviluppo dell’ADUO per il 2026 e il 2027.
Una lotta che porterà a modificare i valori in campo e che dipenderà dai parametri usati per la valutazione, relativa al motore termico e non alla parte elettrica, adottati dalla FIA.
Su questo tema molti stanno maturando il sospetto di scorrettezze, con alcuni motoristi che avrebbero nascosto parte del potenziale per ottenere i benefici sperati. A questo si aggiunge un altro aspetto legato all’ADUO, relativo alle scelte progettuali per il motore termico, come fatto dalla Ferrari, che ha scommesso su un turbo più piccolo per avere vantaggi a scapito della reale potenza dell'ICE.
Un aiuto, l'ADUO, che andrà a supportare i costruttori in affanno e non quello da battere che, secondo recenti rumors, non sarebbe la Mercedes ma Red Bull: uno scenario particolare, specie se consideriamo le parole di Toto Wolff sulla questione, che lo hanno spinto a sostenere come il sistema ADUO dovrebbe essere concesso solo a Honda, in chiara difficoltà, e non agli altri motoristi.
Il team principal Red Bull, Laurent Mekies, ha subito smentito le voci relative al miglior motore, convinto che si tratti di mosse per influenzare il processo decisionale della FIA e che Mercedes abbia ancora un margine sugli altri, in gran parte legato al motore termico.
“Il giochino di tentare di stilare la classifica - ha ammesso il francese - va avanti dai test in Bahrain, ma cerchiamo di non entrarci. L’unica cosa che vediamo dai dati è che Mercedes è nettamente davanti. Ferrari e Audi sono abbastanza vicine a noi. Estrarre in modo equo i dati sulle prestazioni dei motori a combustione interna da tutte le squadre è difficile. Credo che i risultati offrano il quadro migliore e più obiettivo della situazione di ciascuno. Internamente, però, stimiamo che il margine di Mercedes sia almeno di tre decimi al giro”.
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