GP Miami 2026 - Anteprima Brembo: poche frenate per rigenerare energia
29/04/2026 17:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo oltre un mese di stop, la Formula 1 riparte dalla Florida con il GP di Miami, quinta edizione dell’appuntamento.

Il Miami International Autodrome, lungo 5,412 km, non è tra i circuiti più severi per l’impianto frenante. Secondo gli ingegneri Brembo, il tracciato merita un indice di difficoltà pari a 2 su 5: in un giro i piloti usano i freni per poco meno di 10 secondi, circa l’11% del tempo sul giro, uno dei valori più bassi della stagione.

Il dato, però, va letto con una chiave diversa rispetto al passato. Con le monoposto 2026, i punti di frenata assumono un’importanza ancora più strategica, perché diventano momenti decisivi per la rigenerazione di energia. In una pista poco impegnativa per i freni, la gestione della decelerazione può incidere sull’efficienza complessiva della power unit e sulla disponibilità di energia nei tratti successivi.

Analisi curve e frenate

A Miami le frenate principali sono tre, tutte classificate come Hard, anche se nessuna supera i 4 g di decelerazione. La più severa è quella di curva 17: le monoposto passano da 320 km/h a 78 km/h in 3,66 secondi, percorrendo 165 metri. In questa fase i piloti subiscono una decelerazione massima di 4 g, esercitano 114 kg di carico sul pedale e sviluppano una potenza frenante di 1.734 kW.

Rispetto al 2025, le nuove caratteristiche tecniche delle vetture hanno modificato il profilo della frenata. Le potenze frenanti sono diminuite, così come il carico sul pedale, mentre sono aumentati tempi e spazi di frenata. Alla prima curva, ad esempio, la potenza frenante è scesa da 2.426 kW a 1.660 kW, con il carico sul pedale passato da 169 a 120 kg. La fase di frenata è invece cresciuta da 2,60 a 2,94 secondi, mentre lo spazio percorso è salito da 117 a 136 metri.

Cambia anche la componentistica. Nel 2025 le monoposto utilizzavano all’anteriore dischi in carbonio Brembo da 32 mm di spessore e 328 mm di diametro, con 1.050 fori di ventilazione da 3 mm. Quest’anno i team impiegano dischi da 330 mm, con possibilità di arrivare a 345 mm, e 1.440 fori da 2,5 mm. Alcune squadre sono rimaste sui 32 mm di spessore, altre sono passate a 34 mm. L’aumento delle dimensioni ha portato il peso unitario da 1,75 a 2 kg.

Per Brembo sarà una tappa dal valore speciale: Miami rappresenterà infatti il 900° Gran Premio di Formula 1 con almeno una monoposto al via equipaggiata con componenti frenanti dell’azienda italiana. Una storia iniziata nel 1975, quando Brembo fornì alla Ferrari dischi in ghisa.

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