La perturbazione prevista a Miami per la giornata di domenica 3 maggio, fortunatamente, è passata senza causare troppi disagi, almeno al programma della Formula 1. Con la paura di avere dei temporali forti intorno alle 16:00 del pomeriggio, la FIA e la F1 hanno deciso di anticipare tutto alle 13:00 locali (le 19:00 italiane). Lo spostamento ha riguardato anche la Formula 2, che forse è stata quella che ha patito maggiormente gli effetti di questa modifica.
Per quanto riguarda la Formula 1, tolta qualche minaccia di pioggia qua e là, il GP si è svolto interamente sull’asciutto. Per cui abbiamo avuto modo di vedere la corsa svolgersi come da programma su una sosta. Come dicevamo stamani però, se ci fosse stata questa evenienza, l’esito della gara sarebbe stato determinato dal comportamento della mescola Hard e dalle indicazioni meteo provenienti dai radar al muretto. Così è stato (leggi qui).
Prima di entrare nei dettagli procediamo con il solito recap. La partenza vede tutti i piloti optare per la Medium C4 nuova. Tutti fatta eccezione di Hadjar che sceglie la Hard C3. Complice della scelta di andare su gomma gialla la previsione che sarebbe venuto a piovere a 15 minuti dall’inizio del GP. Senza la certezza assoluta nessuno ha rischiato la Soft. Considerando che poi non ha più piovuto è stata una decisione saggia.
Approfittano della Safety Car, entrata in pista al giro 6 per gli incidenti di Gasly (Alpine) e Hadjar (Red Bull), accaduti in circostanze differenti, Max Verstappen che passa da Medium a Hard e Bottas che monta la Soft. Nonostante il pit molto anticipato, l’olandese riuscirà a portare a termine la gara mediante un solo pit stop. Conclude completando 51 giri su C3, la distanza maggiore fatta registrare in gara.
A parte Verstappen, Tutti gli altri partiti su Medium C4 sostituiscono le gialle con le bianche tra il 21° e il 31° giro.

Fanno eccezione Alonso, il solo a portare a termine una strategia Medium-Soft sostituendo le gomme al 41° giro (il suo è lo stint più lungo sulle Medie), Stroll fa Medium-Soft-Soft, mentre Bottas conclude con Medium-Soft-Medium-Medium (una gara sperimentale la sua).
Dal punto di vista tattico, l’unica performance degna di nota è quella di Max Verstappen. La ragione è presto detta. Antonelli avrà anche vinto la gara, ma come ha fatto l’olandese a lottare a lungo per il podio dopo esser sceso all’ottavo posto subito dopo la partenza? L’avvio non è stato felice. Il quattro volte campione del mondo sbaglia, si gira, e perde posizioni in partenza. A livello strategico, al muretto capiscono che bisogna fare qualcosa e sfruttano la Safety Car per montare le Hard (si trova in P16 quando lascia il box).
Nonostante sia solo il sesto giro, le C3 non accusano delle grandi differenze in termini di performance rispetto alla Media montata dai rivali, anzi, sono molto performanti. Tanto che dopo che tutti hanno effettuato il pit-stop, Verstappen si ritrova in testa al gruppo, anche davanti ad Antonelli. Ovviamente Kimi e Lando Norris hanno un passo gara migliore e non impiegano molto a superare l’olandese una volta montate le Hard nuove intorno al 27-28° giro. Max però resiste e resta a lungo in terza posizione. Almeno fino al giro 45, quando le sue gomme vanno in crisi e viene superato da Leclerc e Piastri. Successivamente perderà la posizione anche su Russell, ma non su Hamilton. Lewis ha condotto una gara anonima frutto del contatto avuto all’inizio con Gasly.
Leclerc invece stava per ottenere un discreto podio, ma gli attacchi di Piastri nel finale lo portano a commettere un errore, di cui si assumerà tutte le colpe e che lo farà scendere in P6 alle spalle di Verstappen. Con il senno di poi, prendendo atto della grande differenza di passo dovuta al degrado delle gomme, Verstappen avrebbe potuto effettuare un’altra sosta a metà gara. Forse non avrebbe cambiato troppo il risultato, ma gli avrebbe permesso di lottare un po’ più a muso duro con Russell.

Anche se Max non è riuscito a difendere quella che sarebbe stata per lui la quarta posizione, Verstappen può dire di essere il vincitore morale del confronto avuto con Russsell. Il pilota della Mercedes, nonostante le gomme sfinite dell'olandese, ha fatto davvero tanta fatica a sbarazzarsi di lui. Tant’è che i due giungono anche al contatto nel finale. George la spunta, ma il loro duello avrebbe dovuto avere un altro epilogo. Soprattutto per un pilota che dovrebbe essere in competizione per il titolo mondiale.
Al termine della gara i commissari comminano 20'' di penalità a Leclerc per aver tagliato più volte la pista e 5'' a Verstappen per il taglio della linea bianca in uscita dalla pit lane. Penalità che confermano comunque Verstappen in 5° posizione e portano Leclerc in 8° alle spalle dell'ottimo Colapinto su Alpine. L'argentino sta crescendo.
Le parole del direttore motorsport Pirelli, Dario Marrafuschi: “La gara è stata molto lineare nonostante l’incertezza su possibili precipitazioni sia rimasta fino all’ultimo. L’unica vera variabile è stata la safety car al sesto giro. Verstappen ne ha approfittato per anticipare la sosta per differenziarsi dal resto del gruppo. Un fattore che, nel caso dell’olandese, sembra aver dato qualche frutto. Per il resto, tutti i piloti in griglia hanno scelto la flessibilità di montare le Medium alla partenza e sostituirle nella finestra da noi ipotizzata. Le temperature sono state più basse rispetto ai giorni precedenti e hanno ulteriormente ridotto il degrado dei pneumatici. Cosa che ha permesso a Verstappen di completare 51 giri sulla Hard".
Foto copertina: Red Bull, foto interne: Pirelli
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