A Miami la Mercedes ha vinto, ma non ha trovato quiete. Antonelli ha firmato un’altra prova da leader, Russell ha vissuto un weekend complicato e Toto Wolff, più che celebrare, ha scelto di guardare oltre il risultato. Tra analisi, avvertimenti e parole pesate, il team principal ha ricordato che la stagione è lunga e che gli equilibri interni non sono mai scolpiti. Nel paddock, intanto, la sensazione è che la storia tra i due piloti Mercedes sia appena iniziata.

Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la terza pole consecutiva e ha dominato il Gran Premio di Miami, chiudendo con 43 secondi di vantaggio su George Russell. Un risultato che ha portato il diciannovenne italiano a +20 in classifica dopo quattro gare, confermando un avvio di stagione solido e sorprendentemente maturo. Russell, al contrario, non ha mai trovato ritmo. Il britannico ha faticato per tutto il weekend, poco a suo agio con la superficie liscia del circuito e incapace di avvicinarsi ai tempi del compagno di squadra. Il quarto posto finale ha alimentato interrogativi, ma non ha scalfito la fiducia del team. Wolff, infatti, ha scelto di rilanciare:
«George non avrebbe vinto un Gran Premio se non fosse stato un vero killer. Analizza tutto, guarda i dati, trae conclusioni. Non si è mai trovato a suo agio su quel circuito, tutto qui. Mancano 18 gare, molti punti. Questo weekend non cambia nulla».
Russell ha riconosciuto la superiorità di Antonelli, ma ha respinto ogni dubbio sul proprio livello.
«È un pilota fantastico ed è stato veloce fin dal primo giorno», ha detto a Sky Sports F1. «Non si vincono tutti quei campionati da giovani se non si ha la velocità».
Poi la difesa personale:
«Ho ancora fiducia in me stesso. Non ho dimenticato come si guida. È solo un periodo un po’ difficile, ma siamo a quattro gare dall’inizio: la strada è lunga e rivaluteremo tutto nelle prossime settimane».
Antonelli, dal canto suo, non ha alimentato tensioni. Ma il paddock ha già iniziato a leggere la dinamica: un giovane che vola, un veterano che cerca la scossa, un team principal che tiene alta la pressione su entrambi. Infatti, nonostante Miami ha mostrato un divario netto, ma non definitivo Wolff ha scelto di proteggere Russell e, allo stesso tempo, di ricordare ad Antonelli che la stagione non si vince in primavera.
Il duello interno Mercedes è solo all’inizio, e la frase del team principal — «è un assassino» — suona come un promemoria: i campionati si decidono quando la pista diventa più stretta.
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