A Miami la Formula 1 ha provato a mostrarsi diversa, ma il weekend ha rivelato che sotto la superficie qualcosa continua a non tornare. Le nuove regole dovevano liberare i piloti, restituire alle qualifiche il gesto puro dell’andare forte, togliere alla batteria il potere di decidere un giro. E invece, tra limiti invariati, sorpassi imprevedibili e velocità che cambiano senza preavviso, il paddock ha capito che il problema è più profondo di quanto si voglia ammettere. Lando Norris lo ha detto con una franchezza rara, Oscar Piastri lo ha confermato con l’esperienza diretta, e la sensazione è che la discussione sul futuro tecnico della categoria sia appena entrata in una fase che nessuno può più ignorare.

Lando Norris non si è nascosto dopo il weekend di Miami. Per il campione del mondo 2025, le recenti modifiche al regolamento non risolvono il nodo centrale: la gestione dell’energia continua a condizionare troppo la prestazione, soprattutto in qualifica. Le nuove regole puntavano a permettere ai piloti di spingere a fondo senza essere penalizzati dalla necessità di ricaricare la batteria. Ma a Miami, come a Suzuka, il limite di recupero energetico è rimasto identico: 8 megajoule.
«È un piccolo passo nella direzione giusta», ha detto Norris, poleman dello Sprint e quarto in qualifica per il GP. «Ma non è ancora al livello che la Formula 1 dovrebbe avere».
Il problema, secondo lui, è strutturale:
«Se vai a tutto gas ovunque, vieni penalizzato. Non dovrebbe mai succedere. Eppure succede ancora».
Da qui la frase che ha fatto rumore:
«Onestamente, non credo si possa risolvere. Bisogna eliminare la batteria. Spero che tra qualche anno sia così».
Oscar Piastri ha confermato le sensazioni del compagno di squadra: le modifiche non hanno trasformato la dinamica di gara. Nonostante le rassicurazioni di Stefano Domenicali, Toto Wolff e altri, i sorpassi continuano a essere caratterizzati da sbalzi di velocità difficili da prevedere e da gestire.
«Le gare sono praticamente identiche», ha detto l’australiano. «Oggi ho avuto la mia prima vera esperienza di sorpassi e difesa. È pazzesco».
Piastri ha raccontato un episodio emblematico:
«George era a un secondo da me e mi ha superato alla fine del rettilineo. È una cosa un po’ casuale. Le velocità di avvicinamento sono altissime e anticiparle è incredibilmente difficile».
Il pilota McLaren ha ammesso di non aver gradito una manovra di Russell, salvo poi ritrovarsi a compierne una simile pochi giri dopo:
«La velocità di avvicinamento è enorme. Da questo punto di vista non è cambiato molto».
Per Piastri, il limite è tecnico prima che regolamentare:
«La collaborazione tra FIA e F1 è stata positiva, ma con l’hardware attuale le modifiche possibili sono limitate. Serviranno cambiamenti più profondi. La domanda è: quanto ci vorrà?».
E resta il dubbio più grande: c’è davvero la volontà politica di intervenire?
Norris e Piastri hanno messo a nudo ciò che molti nel paddock pensano ma non dicono: la Formula 1 sta cercando di correggere un sistema che, per come è costruito, potrebbe non essere correggibile. Le modifiche aiutano, ma non risolvono. E la richiesta di Norris — «eliminare la batteria» — è più di una provocazione: è un segnale che il dibattito sul futuro tecnico della categoria è appena iniziato.
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