La F1 cambia faccia, ma Norris vede un problema più grande
05/05/2026 18:45:00 Tempo di lettura: 4 minuti

A Miami la Formula 1 ha provato a mostrarsi diversa, ma il weekend ha rivelato che sotto la superficie qualcosa continua a non tornare. Le nuove regole dovevano liberare i piloti, restituire alle qualifiche il gesto puro dell’andare forte, togliere alla batteria il potere di decidere un giro. E invece, tra limiti invariati, sorpassi imprevedibili e velocità che cambiano senza preavviso, il paddock ha capito che il problema è più profondo di quanto si voglia ammettere. Lando Norris lo ha detto con una franchezza rara, Oscar Piastri lo ha confermato con l’esperienza diretta, e la sensazione è che la discussione sul futuro tecnico della categoria sia appena entrata in una fase che nessuno può più ignorare.

 

Un passo avanti che non cambia la sostanza

La F1 cambia faccia, ma Norris vede un problema più grande

Lando Norris non si è nascosto dopo il weekend di Miami. Per il campione del mondo 2025, le recenti modifiche al regolamento non risolvono il nodo centrale: la gestione dell’energia continua a condizionare troppo la prestazione, soprattutto in qualifica. Le nuove regole puntavano a permettere ai piloti di spingere a fondo senza essere penalizzati dalla necessità di ricaricare la batteria. Ma a Miami, come a Suzuka, il limite di recupero energetico è rimasto identico: 8 megajoule.

«È un piccolo passo nella direzione giusta», ha detto Norris, poleman dello Sprint e quarto in qualifica per il GP. «Ma non è ancora al livello che la Formula 1 dovrebbe avere».

Il problema, secondo lui, è strutturale:

«Se vai a tutto gas ovunque, vieni penalizzato. Non dovrebbe mai succedere. Eppure succede ancora».

Da qui la frase che ha fatto rumore:

«Onestamente, non credo si possa risolvere. Bisogna eliminare la batteria. Spero che tra qualche anno sia così».

Una gara che resta imprevedibile e un sistema che non regge

Oscar Piastri ha confermato le sensazioni del compagno di squadra: le modifiche non hanno trasformato la dinamica di gara. Nonostante le rassicurazioni di Stefano Domenicali, Toto Wolff e altri, i sorpassi continuano a essere caratterizzati da sbalzi di velocità difficili da prevedere e da gestire.

«Le gare sono praticamente identiche», ha detto l’australiano. «Oggi ho avuto la mia prima vera esperienza di sorpassi e difesa. È pazzesco».

Piastri ha raccontato un episodio emblematico:

«George era a un secondo da me e mi ha superato alla fine del rettilineo. È una cosa un po’ casuale. Le velocità di avvicinamento sono altissime e anticiparle è incredibilmente difficile».

Il pilota McLaren ha ammesso di non aver gradito una manovra di Russell, salvo poi ritrovarsi a compierne una simile pochi giri dopo:

«La velocità di avvicinamento è enorme. Da questo punto di vista non è cambiato molto».

Per Piastri, il limite è tecnico prima che regolamentare:

«La collaborazione tra FIA e F1 è stata positiva, ma con l’hardware attuale le modifiche possibili sono limitate. Serviranno cambiamenti più profondi. La domanda è: quanto ci vorrà?».

E resta il dubbio più grande: c’è davvero la volontà politica di intervenire?

Norris e Piastri hanno messo a nudo ciò che molti nel paddock pensano ma non dicono: la Formula 1 sta cercando di correggere un sistema che, per come è costruito, potrebbe non essere correggibile. Le modifiche aiutano, ma non risolvono. E la richiesta di Norris — «eliminare la batteria» — è più di una provocazione: è un segnale che il dibattito sul futuro tecnico della categoria è appena iniziato.

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Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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