L'ex capo della Red Bull Christian Horner potrebbe rivelarsi determinante nella presunta candidatura del colosso cinese dei veicoli elettrici BYD per entrare in Formula 1.
Negli ultimi tempi l'interesse per la massima categoria dell'automobilismo a ruote scoperte è cresciuto notevolmente, sia dal punto di vista sportivo che commerciale. La revisione tecnica del 2026 ha attirato nella mischia grandi case automobilistiche come Audi, Ford e Cadillac. Dopo l'ingresso in griglia del team americano, prende infatti sempre più corpo l’ipotesi di ampliare ulteriormente la griglia, con la concreta possibilità di aprire un nuovo slot ad una dodicesima scuderia.
Riguardo questo argomento, si vocifera che BYD, ora ufficialmente il principale produttore di auto elettriche, sia molto interessata a presentare un'offerta per entrare in Formula 1. Sulla scia di questa notizia, anche Horner sembra essersi inserito nella discussione, dopo aver, a quanto pare, concluso diversi incontri con la vicepresidente di BYD, Stella Li.
L'ex team principal e amministratore delegato della Red Bull sta cercando disperatamente un modo per tornare nel paddock dopo la sua brusca estromissione dalla scuderia di Milton Keynes lo scorso luglio.
BYD non è interessata ad acquisire una quota di minoranza; piuttosto, il colosso automobilistico cinese vuole sfruttare il proprio patrimonio netto di 125 miliardi di dollari per diventare la dodicesima scuderia in griglia di partenza della F1.
Nonostante queste voci, nessuna delle due parti ha fornito conferme, ma sembra che il britannico nei giorni scorsi fosse a Cannes come ospite proprio di BYD, alimentando ulteriormente le speculazioni su questa potenziale partnership.
Il weekend del Gran Premio di Cina ha rappresentato una svolta cruciale in questa vicenda in continua evoluzione. A quanto pare, Li era in “stretto contatto” con la FOM e con l’amministratore delegato della F1 Stefano Domenicali a Shanghai.
"Siamo sempre in stretto contatto”, ha affermato. “Mi piace la Formula 1 perché è una questione di passione e cultura, e la gente sogna di far parte della Formula 1". Anche il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha mantenuto una visione ottimistica riguardo all’offerta di BYD e, parlando di questo ha poi aggiunto: "Se ci fosse l’offerta di un team cinese, e ora parlerò a nome della FOM, loro accetterebbero subito. Si tratta di sostenere il business".
Domenicali, d’altra parte, ha preferito peccare di cautela dicendo: "Valuteremo solo un’offerta di grande rilevanza perché penso che siamo già a un punto in cui non c’è più spazio; dal punto di vista logistico, siamo al limite".
L'attuale Patto della Concordia prevede un massimo di 12 squadre sulla griglia di partenza, quindi un'offerta di BYD non è del tutto fuori luogo. Detto questo, se la lunga battaglia di Andretti e Cadillac per entrare in griglia è indicativa, BYD ha una lunga strada da percorrere se è seriamente intenzionata a entrare in questo sport. Vedremo dunque cosa accadrà nei prossimi mesi.