ADUO e motori F1 2026, tutti bluffano prima della scelta FIA, anche Red Bull
Nel paddock è iniziata una vera partita a poker: tra elogi sospetti, dichiarazioni strategiche e giochi di potere, nessuno vuole mostrare il reale livello delle power unit 2026 prima della decisione FIA sull’ADUO

23/05/2026 15:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo il Gran Premio del Canada la FIA annuncerà la sua valutazione sul confronto prestazionale tra le power unit, gerarchia fondamentale per accedere ai benefici offerti dall'ADUO. In vista di questa decisione, il team principal della Red Bull Laurent Mekies ha anticipato la sua lettura della situazione, toccando temi chiave come la possibilità di aggiornamenti prevista dal regolamento.

Il meccanismo ADUO consente ai costruttori che risultano con un deficit di potenza superiore al 2% rispetto alla migliore unità della categoria di introdurre aggiornamenti. L'omologazione di nuovi componenti comporta anche più prove al banco e maggiori risorse di sviluppo, uno strumento che può rimescolare le carte nel giro di poco tempo.

Negli ambienti tecnici del paddock tutti hanno notato come il reparto sviluppo motori di Milton Keynes sia stato una delle sorprese della stagione, e diversi esperti ritengono la nuova power unit Red Bull già in una posizione di rilievo. È stato soprattutto Toto Wolff a elogiare la potenza del motore Red Bull, indicandolo più volte come riferimento prestazionale soprattutto per quanto riguarda la gestione dell'energia.

Ovviamente Wolff lavora di strategia, sapendo bene che elogiare la concorrenza può confondere le carte quando si valuterà la potenza dei vari motori e quindi le possibilità di sviluppo concesse.

Mekies, team principal della Red Bull, invece non si è nascosto e ha lodato il lavoro interno: "Il lavoro che è stato fatto ci dà l'opportunità di lottare". Sull'origine del progetto tecnico ha aggiunto che "il progetto è praticamente nato da un campo dietro la nostra fabbrica Red Bull. La prestazione è semplicemente fenomenale", ricordando che alla squadra si è poi aggiunto anche il partner Ford, ma che la maggior parte del merito resta interno.

Secondo Mekies, comunque, la fotografia attuale mostra una leadership chiara della power unit Mercedes: "Dal punto di vista della power unit, la Mercedes guida chiaramente il gruppo. Questo riguarda in totale otto vetture. Quindi fa una differenza significativa."

Sul posizionamento del motore Red Bull, la sua valutazione è prudente, ma anche un po' furba: "A una certa distanza, vediamo un gruppetto alle loro spalle in cui ci collochiamo insieme a Ferrari e Audi."

Il francese ha però evitato di stilare una graduatoria precisa: "Non voglio dare un ordine preciso qui. Sarebbe comunque solo parte del gioco del poker. Ma si vede chiaramente un divario costante rispetto alle vetture motorizzate Mercedes. Honda è un po' indietro."

La decisione definitiva della FIA, attesa dopo il weekend canadese, sarà determinante per eventuali aggiornamenti e per la mappa delle risorse dedicate allo sviluppo.


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