Piastri
25/05/2026 01:22:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il GP del Canada di Oscar Piastri è stato un vortice di decisioni al limite, condizioni mutevoli e un errore che lui stesso definisce “una di quelle cose”. Una domenica iniziata con una scelta coraggiosa — le intermedie sulla griglia — e finita con un contatto che ha compromesso la gara sua e di Alex Albon. Nel mezzo, tutto il caos di Montréal.

 

La scelta delle intermedie: “Se avesse piovuto un po’ di più, saremmo sembrati degli eroi”

Piastri, tra rischio e rimpianto: una gara nata bagnata e finita nel caos

Rachel Brookes apre l’intervista ricordandogli quanto la sua gara sia stata movimentata. Piastri sorride amaro:

«Sì, è stata molto movimentata».

La prima domanda è sulla decisione più discussa del suo GP: partire con le intermedie mentre la pista si asciugava.

«Voglio dire, stava piovendo, e tra l’inno e il momento di salire in macchina il terreno era piuttosto bagnato; non c’era acqua stagnante, ma si capiva chiaramente dove era bagnato e dove era asciutto. Arrivare in griglia non è stato facile con le slick, arrivare a tutto gas è stato piuttosto difficile».

Poi la frase che riassume tutto il paradosso della F1 quando il meteo decide di giocare:

«Sfortunatamente per noi, ha smesso di piovere praticamente all’inizio del giro di formazione. Se avesse piovuto un po’ di più, saremmo sembrati degli eroi, ma non è stato così, quindi siamo sembrati degli idioti. È stata una di quelle cose».

Una scelta presa con logica, tradita dal tempismo della pioggia. Un rischio che poteva cambiare la gara, e invece l’ha complicata.

 

Il contatto con Albon: “Non è stato il mio momento migliore, chiedo scusa”

Dopo il pit stop anticipato, Piastri rientra in pista nel traffico, costretto a recuperare terreno. Brookes gli chiede se proprio quella pressione abbia portato all’incidente con Albon. La risposta è onesta, diretta, senza scuse:

«Un po’, ma era davvero, davvero difficile là fuori. Mi sembrava di entrare in curva con molta attenzione, e ho bloccato l’anteriore, e poi è finita lì».

Niente giri di parole, niente scarico di responsabilità.

«Ovviamente non è stato il mio momento migliore, e chiedo scusa ad Alex e alla Williams, perché è stato un danno inutile per entrambi, specialmente per loro. È solo una di quelle cose».

È un Piastri maturo, consapevole, che non cerca attenuanti. Un pilota che sa riconoscere l’errore e che, proprio per questo, cresce.

 

La gara di Montréal non entrerà tra i ricordi migliori di Piastri, ma racconta molto del suo carattere: coraggioso nelle scelte, trasparente nelle analisi, onesto negli errori. Un weekend storto, sì, ma anche un altro tassello nella costruzione di un pilota che non si nasconde mai — né quando rischia, né quando sbaglia.

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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