Il GP del Canada di Oscar Piastri è stato un vortice di decisioni al limite, condizioni mutevoli e un errore che lui stesso definisce “una di quelle cose”. Una domenica iniziata con una scelta coraggiosa — le intermedie sulla griglia — e finita con un contatto che ha compromesso la gara sua e di Alex Albon. Nel mezzo, tutto il caos di Montréal.

Rachel Brookes apre l’intervista ricordandogli quanto la sua gara sia stata movimentata. Piastri sorride amaro:
«Sì, è stata molto movimentata».
La prima domanda è sulla decisione più discussa del suo GP: partire con le intermedie mentre la pista si asciugava.
«Voglio dire, stava piovendo, e tra l’inno e il momento di salire in macchina il terreno era piuttosto bagnato; non c’era acqua stagnante, ma si capiva chiaramente dove era bagnato e dove era asciutto. Arrivare in griglia non è stato facile con le slick, arrivare a tutto gas è stato piuttosto difficile».
Poi la frase che riassume tutto il paradosso della F1 quando il meteo decide di giocare:
«Sfortunatamente per noi, ha smesso di piovere praticamente all’inizio del giro di formazione. Se avesse piovuto un po’ di più, saremmo sembrati degli eroi, ma non è stato così, quindi siamo sembrati degli idioti. È stata una di quelle cose».
Una scelta presa con logica, tradita dal tempismo della pioggia. Un rischio che poteva cambiare la gara, e invece l’ha complicata.
Dopo il pit stop anticipato, Piastri rientra in pista nel traffico, costretto a recuperare terreno. Brookes gli chiede se proprio quella pressione abbia portato all’incidente con Albon. La risposta è onesta, diretta, senza scuse:
«Un po’, ma era davvero, davvero difficile là fuori. Mi sembrava di entrare in curva con molta attenzione, e ho bloccato l’anteriore, e poi è finita lì».
Niente giri di parole, niente scarico di responsabilità.
«Ovviamente non è stato il mio momento migliore, e chiedo scusa ad Alex e alla Williams, perché è stato un danno inutile per entrambi, specialmente per loro. È solo una di quelle cose».
È un Piastri maturo, consapevole, che non cerca attenuanti. Un pilota che sa riconoscere l’errore e che, proprio per questo, cresce.
La gara di Montréal non entrerà tra i ricordi migliori di Piastri, ma racconta molto del suo carattere: coraggioso nelle scelte, trasparente nelle analisi, onesto negli errori. Un weekend storto, sì, ma anche un altro tassello nella costruzione di un pilota che non si nasconde mai — né quando rischia, né quando sbaglia.
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