McLaren, un weekend che non racconta la verità: Stella smonta ogni illusione
26/05/2026 16:09:00 Tempo di lettura: 5 minuti

La McLaren lascia Montréal con un bilancio che va oltre il semplice risultato: è un fine settimana che non permette di capire davvero il valore della MCL40. Un weekend in cui la squadra ha visto sfumare ogni riferimento, ogni metrica, ogni possibilità di valutare il proprio lavoro.
Andrea Stella lo dice con una chiarezza che pesa: anche senza errori, senza incidenti, senza problemi di affidabilità, la McLaren non sarebbe salita sul podio. Non in queste condizioni. Non con questo freddo. Non con una vettura che, più di altre, vive e muore nella finestra di temperatura delle gomme.

È un’ammissione che racconta molto più della gara.

 

Un sabato incoraggiante, una domenica che ha ribaltato tutto

McLaren, un weekend che non racconta la verità: Stella smonta ogni illusione
Il fine settimana era iniziato con segnali positivi. Nello Sprint, Lando Norris aveva osservato da vicino la battaglia tra le Mercedes di George Russell e Kimi Antonelli, chiudendo secondo e confermando che, in condizioni normali, la McLaren è oggi una delle vetture più solide del gruppo.
Ma la domenica ha mostrato un’altra storia.

Partendo dalla seconda fila, la McLaren sembrava pronta a sfidare ancora la Mercedes. Invece, come ha ammesso Stella, «qui in Canada abbiamo avuto problemi praticamente in tutti gli aspetti della gara, dal lato sportivo all’affidabilità, fino a un incidente».
La scelta di partire con le intermedie ha aperto una spirale negativa: la collisione tra Oscar Piastri e Alexander Albon, il problema al cambio che ha fermato Norris, l’impossibilità di valutare davvero gli aggiornamenti introdotti dopo Miami.

Il team aveva portato la seconda fase del pacchetto evolutivo, ma già il venerdì aveva imposto un passo indietro: la nuova ala anteriore è stata accantonata, mentre il resto degli aggiornamenti aveva dato segnali incoraggianti… fino a quando la temperatura non è crollata.

«Fino alla gara di oggi, la vettura sembrava funzionare bene», ha spiegato Stella. «Eravamo a pochi decimi dalla Mercedes, che rimane la vettura migliore. Probabilmente ora abbiamo la seconda vettura migliore».
Poi è arrivata la domenica. E la domenica ha spento tutto.

 

Il freddo ha rivelato il limite più profondo della MCL40

Il vero nodo tecnico è uno: la McLaren non ha mai portato in temperatura le gomme anteriori.
Non alla partenza, non in aria pulita, non nei momenti in cui avrebbe dovuto mostrare il proprio ritmo.

«Anche quando avevamo pista libera, non credo che abbiamo dimostrato un ritmo competitivo pari a quello che avevamo mostrato fino a oggi», ha detto Stella. «I piloti continuavano a bloccare le ruote e ad allungare troppo in curva, senza riuscire a far funzionare affatto le gomme anteriori».

È un limite strutturale, non episodico.
La MCL40 è una vettura che vive di precisione estrema: quando entra nella finestra giusta, è devastante; quando ne resta fuori, diventa vulnerabile.
E Montréal, con il suo freddo improvviso, ha mostrato la versione più fragile della McLaren.

Stella non si nasconde: anche senza errori, anche senza incidenti, anche senza problemi al cambio, la McLaren non avrebbe avuto il ritmo per lottare con Lewis Hamilton o Max Verstappen.
«Guardando il ritmo delle vetture in lizza per il podio, non sono sicuro che oggi avremmo avuto quel passo», ha ammesso.
Il massimo risultato sarebbe stato un arrivo a punti. Nulla di più.

Piastri, nel tentativo di recuperare dall’azzardo strategico, ha forzato troppo ed è finito addosso ad Albon.

«È stato un errore di valutazione», ha detto Stella. Una sanzione inevitabile, un danno che ha chiuso definitivamente la giornata.

 

Il Canada non racconta la McLaren, racconta solo una condizione estrema in cui la MCL40 non riesce a esprimersi. Anzi, mette in luce un limite già noto, amplificato da un meteo che ha premiato chi ha una finestra più larga e punito chi vive di sensibilità estrema.

La McLaren resta forte, resta seconda forza, resta una minaccia costante. Ma Montréal ricorda una verità che Stella conosce bene: per vincere davvero, non basta essere veloci sempre e questa, oggi, è la sfida più grande.

 

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