Nella conferenza del giovedì di Monaco, Charles Leclerc affronta subito il tema che tutti aspettavano: il suo nuovo contratto. Lo fa con la calma di chi non ha bisogno di costruire una narrativa, perché la sua è già evidente.
«Amo la squadra, e credo che sia chiaro anche dall’esterno», dice.
La Ferrari è stata la prima a credere in lui, la prima a spingerlo verso la Formula 1, la prima a dargli un ruolo centrale. E per questo, oggi, restare non è una scelta: è una continuità naturale.

Leclerc non parla di scadenze, né di alternative.
«Non avevo in mente una data: per me era tutto chiaro. Credo nel progetto e credo fermamente in Fred Vasseur e nel fatto che possa riportare la Ferrari al vertice. Ecco perché sono qui e ci resterò».
Una dichiarazione che non è retorica, ma una linea di lavoro: Leclerc continua a credere nel progetto Ferrari e nella leadership di Vasseur. Questa è la prima vettura davvero costruita sotto la guida del team principal francese, e Charles sente che la direzione è quella giusta.
Sul 2026 resta prudente.
«Le cose possono cambiare rapidamente, è troppo presto per dirlo. Ma c’è molta motivazione per avvicinarci alla Mercedes».
Un obiettivo realistico, non un proclama.
Guardando al weekend, Leclerc non nasconde la complessità del momento.
«La Mercedes ha un vantaggio notevole; vedo anche McLaren e Red Bull competitive qui».
Eppure, proprio Monaco potrebbe offrire una finestra diversa:
«Finora abbiamo faticato sui rettilinei, quindi questo circuito potrebbe giocare a nostro favore. Ma anche qui la Mercedes sarà la squadra da battere».
È un equilibrio sottile: consapevolezza dei limiti, ma anche della natura del tracciato. Monaco non premia la potenza, premia la fiducia. E Leclerc, qui, ha sempre cercato quella sensazione che ancora gli manca: un weekend pulito, senza intoppi, senza fantasmi.
Leclerc parla come un uomo che ha scelto non solo la Ferrari, ma un percorso a lungo termine: una visione costruita con Vasseur, con una squadra che vuole tornare a vincere e che lui sente profondamente sua. Il contratto non è un annuncio: è un impegno.
E Monaco, con la sua storia e le sue insidie, diventa il luogo perfetto per ribadirlo.
Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio di Monaco 2026