Antonelli firma un giro magico: Monaco si inchina al suo talento
06/06/2026 18:06:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Nel sabato più importante dell’anno, quello in cui Monaco non permette il minimo errore, Kimi Antonelli trova il giro perfetto. Un giro che non è solo veloce: è uno di quei momenti che restano, che definiscono un pilota, che raccontano la sua capacità di vedere un varco dove gli altri vedono un muro.

 

Il giro magico e la sfida con Verstappen

Antonelli firma un giro magico: Monaco si inchina al suo talento

Antonelli non usa giri di parole, cerca di trasmettere quelle che sono state le sensazioni del giro che gli ha consegnato la pole.

«È stato uno di quei giri che chiamiamo “giri magici”. Sono riuscito a mettere tutto insieme», racconta, e nelle sue parole c’è la semplicità di chi sa che ripetere un giro così, tra le strade del Principato, sarà difficile.

La qualifica è stata un duello serrato con Max Verstappen, un confronto al millesimo che ha trasformato la Q3 in un esercizio di precisione assoluta.

«Nel primo giro della Q3 c'era solo un millisecondo di differenza tra noi», racconta, quasi a sottolineare quanto Monaco non lasci margini, quanto ogni curva possa rappresentare l’ultima se si supera il limite.

 

Poi arriva l’ultimo tentativo, quello che decide tutto.

«Sapevo che l'ultimo giro era buono e speravo solo che fosse sufficiente. È stata una gara molto serrata e ne sono molto felice».

È la voce di un pilota che ha sentito la macchina, guidando al limite tra le curve strette del Principato. E quando ringrazia la squadra, lo fa con la consapevolezza di chi ha visto il lavoro trasformarsi in velocità:

«Un enorme grazie alla squadra perché ieri abbiamo faticato un po' e oggi siamo riusciti a migliorare enormemente».

 

L’intensità di Monaco e la leggerezza dei vent’anni

Button gli chiede se questo sia uno di quei momenti speciali, quasi mistici, come quelli che Ayrton Senna descriveva nelle sue qualifiche più iconiche. Antonelli non si nasconde:

«Penso che questa sia una delle qualifiche più intense, se non la più intensa, dell’anno e richiede uno sforzo enorme».

A Monaco, dice, anche le libere sono un esercizio di sopravvivenza, un avvicinamento progressivo al limite in cui ogni decimo sembra scomparire dietro un muro che si avvicina e che può portare all’errore.

«Quando si tratta di trovare gli ultimi due decimi non è facile perché il mondo inizia a stringersi intorno a te», confessa, e in questa frase c’è tutta la verità del Principato.

Ma c’è anche la leggerezza dei vent’anni, quella che trasforma la pressione in energia.

«Stamattina mi sentivo benissimo e sono felice che oggi siamo riusciti a portare a termine il lavoro».

Quando poi Button gli chiede se l’età sia un vantaggio, Antonelli sorride nelle parole:

«Mi sto semplicemente godendo la guida, la macchina, il weekend. È stato un grande passo avanti rispetto all’anno scorso ed è davvero bello potermi godere le sessioni. Non vedo l’ora che arrivi domani».

 

È una dichiarazione che racconta il suo essere giovane, il suo assaporare ogni singolo giro, migliorando ad ogni curva di ogni sessione.

E anche se con la pole di oggi Kimi ha già conquistato gran parte del lavoro del weekend, sa che Monaco è una gara di resistenza in cui basta un errore per compromettere tutto ciò che ha costruito con tanta precisione. La pole rappresenta un vantaggio enorme, ma la sfida più importante deve ancora iniziare.

 

Foto copertina x.com

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