La prima parte del Gran Premio di Monaco si è svolta secondo le aspettative, tutti bloccati in un trenino dietro a Kimi Antonelli, con difficoltà a sorpassare. L'inconveniente che sembrava destinato a cambiare lo scenario erano le investigazioni che continuavano ad arrivare, e tutte per lo stesso motivo: eccesso di velocità in pitlane. Guardando i documenti, si legge come i piloti coinvolti fossero di 0.1 km/h oltre al limite, e per questo motivo hanno dovuto scontare 5 secondi di penalità.
Una situazione a metà tra il comico e la coincidenza, visto che anche dopo molte segnalazioni c'era chi continuava a fare errori; questo è il caso di Pierre Gasly, che per 10 secondi da scontare ha visto il podio scivolargli tra le mani. Al termine della gara, l'Alpine ha fatto ricorso, e si è pure presentata in pitlane con una bindella per misurarla: il sospetto, infatti, era che la lunghezza fosse diversa da quella dichiarata e, di conseguenza, i calcoli del limitatore non fossero corretti su parecchie vetture.
La stessa Federazione ha parlato con i media per dare spiegazioni, affermando che non ci fossero alterazioni con i sensori. Il problema starebbe nel modo in cui i piloti affrontavano l'ingresso, tagliandone una parte per guadagnare qualche metro: il sistema della FIA, però, rilevava un minor tempo di percorrenza, e di conseguenza scattava l'allarme; una modifica di cui i piloti erano stati informati nel meeting del venerdì, a detta dei commissari. Lo stesso Hamilton ha confermato la teoria, trovando questa come unica spiegazione di fronte agli errori commessi svolgendo le solite procedure.
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