Hamilton torna in alto: un’inizio di stagione che smentisce chi lo dava in declino
09/06/2026 12:43:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Lewis Hamilton non ha solo risalito la classifica dal quarto posto al secondo: ha avuto la pazienza e la costanza, attraverso i risultati, di cambiare la percezione che il paddock aveva di lui dopo anni difficili tra Mercedes e Ferrari. La sua seconda stagione in Ferrari non è un semplice miglioramento tecnico quanto piuttosto un modo per ricordare al mondo che lui è un sette volte campione del mondo. E le sue parole dopo Monaco lo confermano: Hamilton sente di essere entrato in una fase in cui deve “ricordare alla gente chi è”.
Il risultato? Un inizio di stagione che, per la prima volta dal 2021, lo riporta stabilmente tra le posizioni che contano all’inseguimento di una Mercedes ancora troppo veloce.

 

Un podio dopo l’altro: i risultati che parlano più delle parole

Hamilton torna in alto: un’inizio di stagione che smentisce chi lo dava in declino

Il secondo posto di Monaco non è un episodio isolato: è la prova concreta di un trend positivo. Hamilton ha conquistato il podio in metà delle gare disputate finora, un salto netto rispetto allo scorso anno, quando si era fatto sfuggire le poche occasioni avute.

«Sono grato di essere andato avanti perché siamo partiti terzi e arrivare secondi è fantastico», ha detto dopo la gara.


Poi la frase che definisce il momento:

«Mi fa sentire come se fossi in un periodo in cui devo ricordare alla gente chi sono».

Il sorpasso in classifica su Charles Leclerc e George Russell, oltre al secondo posto nel mondiale, sono la conferma numerica di un ritorno che non è più solo percezione, ma sostanza.

 

Il ruolo di Vasseur e la Ferrari che Hamilton aveva chiesto

Il miglioramento non è solo merito di Hamilton e il britannico non ha paura di dirlo chiaramente: la Ferrari di oggi è anche il risultato delle modifiche che aveva richiesto con forza lo scorso anno, e che Frédéric Vasseur ha avuto il coraggio di ascoltare.

«Non avrei potuto farlo senza questa squadra, senza l’affidabilità che abbiamo e anche senza Fred. L’anno scorso è stato davvero difficile per entrambi e gli ho chiesto a gran voce di apportare alcune modifiche; lui ha tenuto duro e le ha realizzate, e ora ne sto vedendo i frutti».

 

È un Hamilton che riconosce, che ringrazia, ma soprattutto che sente di avere finalmente la macchina per esprimersi come il mondo sa che può fare. È per questo motivo che quando dice:

«Nella vita è più facile inseguire che difendere», rivela la sua mentalità attuale: non è più un campione che sopravvive a una vettura che non sente sua, ma un campione che sa di poter competere e di poter finalmente guidare lui la macchina e non più il contrario.

 

Hamilton non sta vivendo un semplice buon momento: sta ricostruendo la sua narrativa. I risultati lo riportano ai vertici, le sensazioni lo confermano, le sue parole lo dichiarano apertamente. È un pilota che sente di dover ricordare al mondo chi è dopo anni in cui è stato in balia di macchine che non dimostravano il suo reale potenziale. La stagione è lunga, ma una cosa è già chiara: Hamilton è tornato a essere un problema prima per il suo compagno di squadra e poi per tutti gli altri.

Foto copertina www.ferrari.com

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