Leclerc archivia Monaco: ora serve una Ferrari diversa
11/06/2026 19:35:00 Tempo di lettura: 7 minuti

Charles Leclerc arriva al Gran Premio di Barcellona con un messaggio piuttosto chiaro: Monaco va archiviata in fretta, ma non dimenticata. La conferenza stampa del giovedì ha raccontato un pilota ancora segnato da un weekend pesante, soprattutto per il valore emotivo che il Principato continua ad avere nella sua carriera, ma anche concentrato su una Ferrari che porta novità e cerca risposte su una pista molto più rappresentativa.

Il tema centrale, inevitabilmente, resta il feeling con la vettura. Leclerc non ha cercato alibi, ma ha confermato che la squadra cambierà direzione su alcuni aspetti tecnici, in particolare sui freni, provando la configurazione utilizzata da Lewis Hamilton dal GP dal Giappone.

 

Il capitolo Monaco da chiudere subito

Per Leclerc, correre subito dopo Monaco è quasi una necessità. Il monegasco non ha nascosto quanto sia stato difficile superare l’errore e l’occasione persa su una pista che per lui è ovviamente più importante delle altre:

“È molto positivo. È l’unica cosa che aspetto: tornare in macchina domani e chiudere quel capitolo, perché ovviamente Monaco è una pista che per me conta più delle altre. Con quello che è successo domenica, è stato un po’ più difficile andare avanti rispetto ad altri weekend. Non vedo davvero l’ora di tornare in macchina domani”, ha spiegato Leclerc.

 

Freni e feeling: la Ferrari cambia strada

Il passaggio più interessante riguarda il materiale e la configurazione dei freni, per il problema che ormai lo affligge da diversi appuntamenti. Leclerc ha ammesso che la Ferrari andrà verso una modifica, pur frenando ogni aspettativa di trasformazione immediata.

“È chiaro ormai che probabilmente cambieremo un po’ la configurazione. Quanto cambierà, devo ancora provarlo e vedere. Non mi aspetto una rivoluzione, però in alcuni casi particolari mi aspetto che sia più facile da gestire. Lo vedrò domani e capirò che sensazioni avrò”.

Ma cosa chiede Leclerc alla SF-26 ed ai freni in particolare? “In generale vuoi solo consistenza. È tutto ciò di cui ho bisogno”.

Leclerc vuole semplicemente quella prevedibilità che permette a un pilota di attaccare il limite senza doverlo inseguire curva dopo curva, se non sente la macchina sempre uguale nella fase più delicata, cioè la frenata, diventa inevitabilmente più difficile costruire fiducia.

 

La direzione Hamilton e il lavoro interno

Leclerc ha anche confermato che la scelta di dividere le configurazioni tra le due vetture era stata presa insieme alla squadra. Hamilton aveva già provato una direzione diversa in Giappone (dischi della Carbon Industries che usava alla Mercedes), mentre Charles aveva preferito proseguire con la soluzione precedente. Ora, però, la situazione cambia.

“Lewis ha ragione. Era una decisione che abbiamo preso come squadra, quella di dividere un po’ le macchine. Gli ultimi due weekend sono stati più difficili di quanto mi aspettassi inizialmente e ora andremo nella direzione di Lewis”.

È un’ammissione importante, anche perché arriva in un momento in cui Hamilton sembra aver trovato un adattamento più naturale alla monoposto. Leclerc lo ha riconosciuto con onestà, sottolineando come le vetture attuali siano forse più vicine allo stile del compagno rispetto a quelle precedenti.

“È stato sul pezzo fin dalla prima gara ed è stato molto, molto forte. Queste macchine credo siano un po’ più naturali per lui rispetto alle precedenti, che forse erano un po’ strane da guidare. Piccole differenze possono fare una grande differenza”.

Questo può diventare un vantaggio anche per la Ferrari se la condivisione dei dati porterà a una direzione tecnica più chiara. 

 

Barcellona come banco di prova

Il weekend spagnolo sarà importante anche per valutare gli aggiornamenti. Leclerc ha parlato di diverse novità sulla vettura e di una squadra che sta spingendo molto per portare innovazione. Il primo obiettivo, però, sarà capire rapidamente come sfruttare il pacchetto.

“Portiamo parecchie nuove parti questo weekend. La squadra ha spinto tantissimo per portare innovazione e cose nuove sulla macchina, e sono sicuro che sarà un beneficio. Per me sarà molto importante la FP1, per prendere fiducia con tutto ciò che c’è di nuovo sulla macchina e fare in modo di massimizzare il potenziale in qualifica”.

Barcellona, per caratteristiche, non perdona. Se una monoposto funziona, lo mostra. Se ha limiti di bilanciamento, carico o gestione degli pneumatici, li espone. Per questo la Ferrari non può permettersi un altro weekend interpretato male.

 

Il Mondiale e il fattore sviluppo

Sul campionato, Leclerc resta formalmente fiducioso. Ma tra le righe emerge anche la consapevolezza che la rimonta non può essere rimandata troppo a lungo. Kimi Antonelli e la Mercedes stanno capitalizzando ogni occasione, e anche una Ferrari più veloce in futuro potrebbe non bastare se il distacco diventasse troppo ampio.

“Ci crederò fino alla fine. Quest’anno lo sviluppo avrà un ruolo molto importante, quindi è fondamentale che vada bene. Se andrà bene, tutto è possibile. Ma sicuramente non dobbiamo perdere troppo tempo, perché Kimi sta facendo tutto perfettamente e recuperare tutti i punti che sta prendendo sarà molto difficile, anche se a un certo punto dovessimo avere la macchina più veloce”.

Leclerc ha poi dedicato parole molto nette a Kimi Antonelli, riconoscendo il salto compiuto dal giovane pilota della Mercedes. Non una sorpresa assoluta, perché Charles lo seguiva già nelle categorie junior, ma una crescita più rapida di quanto molti potessero immaginare.

“Ho sempre considerato Kimi estremamente forte, soprattutto guardandolo nelle categorie junior. Non penso che qualcuno si aspettasse un passo avanti così grande dal primo al secondo anno. Ha sorpreso molte persone, ma non perché io lo sottovalutassi: ho sempre detto che Kimi era molto speciale e che avrebbe avuto molto successo”.

Interessante anche il parallelo con Hamilton. Leclerc ha ammesso di osservare il sette volte campione non solo nella guida, ma soprattutto nel metodo di lavoro, nel rapporto con gli ingegneri e nella capacità di costruire la vettura attorno alle proprie esigenze.

“Guardo sempre la guida di Lewis, ma guarderei quella di chiunque. Quello che conta è anche il modo in cui lavora con gli ingegneri, la visione che ha, ciò che sente in macchina e ciò che richiede dalla vettura. La guida è solo una parte di ciò che rende un pilota un campione. Da lui ho potuto prendere molte cose”.

 

Motori 2027-2028: compromesso meglio di niente

Infine, Leclerc ha commentato anche le modifiche regolamentari sulle power unit per le prossime stagioni. Il monegasco ha riconosciuto la complessità del processo, spiegando quanto sia difficile trovare un equilibrio tra costruttori con filosofie diverse e interessi tecnici non sempre allineati.

“Siamo stati una grande parte di tutto il processo e questo ci aiuta ad apprezzare quanto sia difficile per tutti essere sulla stessa pagina e trovare qualcosa di giusto per tutti. Alcune filosofie possono essere aiutate e altre penalizzate. Trovare una via di mezzo, pensando anche al bene dello sport, è stato difficile, ma credo ci siano riusciti. Ci vogliono due anni, ma è meglio di niente”.

Per Leclerc e per la Ferrari, Barcellona diventa quindi un passaggio delicato. C’è da archiviare Monaco, testare gli aggiornamenti, capire la nuova direzione sui freni e non perdere altro terreno da Mercedes. 

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