Dopo Monte Carlo, la scorsa settimana la Formula 1 è tornata su un circuito permanente, quello del Montmelò. I favori del pronostico erano tutti per la Mercedes e invece, alla fine, è stato Lewis Hamilton a vincere il GP. La prima vittoria del sette volte campione del mondo su una Ferrari.
Che la SF-26 avesse fatto dei progressi rispetto ai primi GP lo si era visto già sabato in qualifica e grazie alla nostra rubrica ‘Occhio al gap’ cercheremo di farvi comprendere l’entità del recupero.
Quanto visto sulle stradine del Principato non era molto veritiero. Si tratta di un circuito cittadino molto particolare, unico nella sua specie, per cui va preso sempre preso per quello che è. In Spagna, o meglio dire, su terra catalana, i valori emersi invece possono considerarsi ben più veritieri. Per questo vedere una Ferrari così vicina alla Mercedes, nei tempi di qualifica, dà speranza per il proseguo della stagione. Solamente 64 millesimi dividevano il tempo di Hamilton dal poleman Russell.

Da prendere invece con le pinze, i crono fatti segnare da Antonelli, apparso un po’ in difficoltà sabato scorso e di Charles Leclerc, il quale ha commesso un errore in Q3 andando a sbattere contro le barriere. Il tempo finale di Charles risale infatti alla Q2 e non rappresenta la reale immagine della Ferrari (il monegasco era competitivo, la decima posizione di partenza è solamente figlia dell’errore fatto in Q3).

La SF-26 è l’unica a fare uno step in avanti così importante (grazie anche agli aggiornamenti che hanno riguardato ala anteriore e fondo). La McLaren guadagna leggermente, mentre arretrano la Red Bull, la Williams, l’Aston Martin (che torna parecchio dietro), l’Alpine e la Cadillac.
Progressi invece per VCARB, Haas, ma soprattutto Audi che termina 11° con il suo portacolori Gabriel Bortoleto.
L’Alpine centra un gran risultato in gara, indice di aver magari sacrificato un po’ di performance in qualifica in favore della gara.
Foto: Ferrari