In Formula 1 tutto va veloce: una decina di giorni fa parlavamo di una Ferrari lontana da Mercedes, reduce dal dominio di Monte-Carlo con Kimi Antonelli, su una pista che - sulla carta - era considerata pro-Ferrari sotto tutti i punti di vista. Ora invece dopo la prima vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona ecco che alcuni media e addetti ai lavori hanno già provveduto a spostare il mirino verso il titolo mondiale, nonostante Vasseur e lo stesso Hamilton abbiano vestito prontamente i panni dei pompieri.
Ma Ferrari può davvero puntare al bersaglio grosso? Il tracciato catalano è noto per la completezza del suo layout tra rettilinei, curve veloci ad ampio raggio che misurano l'efficienza del carico aerodinamico generato e tornanti che richiedono una buona trazione in uscita: fattori che mettono alla prova anche un aspetto assai delicato come la gestione degli pneumatici.
Ferrari è uscita quindi da Barcellona forte di una SF-26 che gode di una buona base, avente un ampio margine di miglioramento e che finora non ha destato particolari problematiche. Non solo, il secondo pacchetto di sviluppi portato al Montmeló ha (ri)posizionato la scuderia di Maranello a punto di riferimento per quel che concerne le curve a media percorrenza, in attesa di capire quando anche Mercedes introdurrà la seconda tranche di upgrade.

Nel complesso però (secondo il parere di chi scrive) considerando tutto il pacchetto tra aerodinamica, telaio e meccanica la SF-26 e la W17 sono due monoposto molto vicine in termini di performance. Lo scenario lascia quindi intendere che ad essere decisivi saranno gli sviluppi e soprattutto l'ADUO, con Ferrari chiamata a migliorare l'efficienza - la prima versione della Power Unit aggiornata arriverà la settimana prossima in Austria e dovrebbe portare con sé un guadagno di circa 5-10 cavalli - senza intaccare l'ottima affidabilità sin qui dimostrata, mentre Mercedes dovrà riuscire esattamente nell'intento opposto.
Se la P2 in classifica piloti di Hamilton (-41 dalla vetta) si rivelerà più una posizione d'attacco all'ottavo titolo piuttosto che una da difendere, solo la pista ce lo dirà. Nel frattempo però sarà fondamentale ritrovare anche Charles Leclerc, soprattutto in ottica Costruttori; il monegasco è reduce da due zeri pesanti che hanno di fatto impedito alla Rossa di ricucire una parte del gap dalla squadra di Toto Wolff che tra Monaco (Russell fuori dai punti) e Barcellona (ritiro di Antonelli) ha comunque esteso la propria leadership a 72 lunghezze di vantaggio.
