Ferrari, lo scontro mediatico con Brembo potrebbe diventare un boomerang
13/06/2026 07:30:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Quanto accaduto a Monaco lo scorso fine settimana, a seguito dell'incidente di Charles Leclerc e del suo conseguente "J'accuse", sia in radio sia mediatico, contro Brembo per alcuni problemi ai freni, sta tenendo banco all'interno del paddock della Formula 1. L'azienda di eccellenza italiana, partner da oltre 50 anni del Cavallino e storico fornitore della Scuderia, non ha tollerato le dure parole del monegasco.

Già nella serata di Monte Carlo aveva diramato un comunicato ufficiale, dichiarandosi sorpresa dalle critiche rivolte dal pilota al proprio impianto frenante e alla bontà delle proprie componenti, probabilmente finite troppo presto sul banco degli imputati per le noie e lo scarso feeling che Leclerc lamenta da due o tre gare.

Cambio...

Dopo quanto accaduto, il Cavallino ha reso noto che Leclerc utilizzerà già dalle FP1 del GP di Spagna i dischi Carbon Industrie sulla sua SF-26 (il resto dell'impianto resterà Brembo), seguendo la strada imboccata da Lewis Hamilton, che aveva usato questi dischi già in Mercedes e aveva deciso di introdurli anche a Maranello dal GP del Canada.

Ma, in questi giorni, c'è stato un post social di Brembo a far discutere. L'azienda, senza citazioni dirette, ha condiviso sui social una foto della Hypercar (con cui prosegue una partnership  importante e profittevole, specie ora alla vigilia della 24 Ore di Le Mans) del Cavallino, seguita da una didascalia dal contenuto interpretabile.

"Non si tratta solo di frenare. Anche di lavorare insieme sulla sensazione, sulla modulazione ed efficienza per gestire traffico, turni di guida e usura. Anche questo fa parte del gioco".

La coincidenza tra il post di Brembo e le parole di Leclerc ha alimentato le voci, talvolta eccessive, portando molti a leggere in esso riferimenti alle polemiche nate dopo Monaco.

Occhio al boomerang

Insomma, la Ferrari ha appoggiato il pilota (anche se fonti vicine alla Rossa vociferano che potrebbe essere accaduto qualcosa a livello di elettronica). E questa mossa potrebbe forse portare dei vantaggi immediati alla Scuderia, ma a lungo andare potrebbe, in via ipotetica, rivelarsi un boomerang.

Da un trattamento non certo privilegiato, ma degno di un partner con cui si collabora da 50 anni, il fornitore italiano, risentito dalle repentine e forse non ancora accertate attribuzioni di responsabilità, potrebbe iniziare legittimamente a trattare il Cavallino come un cliente alla pari di tutti gli altri, oggi e in momenti magari più delicati.

Trasformando quindi questo "J'accuse" in un boomerang. A meno che il lavoro diplomatico dei vertici e della comunicazione della Scuderia non riesca a pacificare questo momento di tensione.

Foto copertina x.com

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