L'esercizio della franchezza non è così comune in Formula Uno; non lo è mai stato. Non lo è nello sport professionistico ad alto livello in generale e non è, non sempre perlomeno, una questione di ipocrisia: è la necessaria protezione che i campioni adottano nei confronti di loro stessi.
Allora, applausi per Charles Leclerc, che in queste ore in questi giorni non è certo il primo dei ferraristi da applaudire, nel confronto speculare con Lewis Hamilton. Proprio per questo, però, l'aver dichiarato di essere felice - e gli crediamo - per il successo del compagno di squadra e per i progressi evidenti della scuderia con gli ultimi aggiornamenti, ma chiaramente abbattuto per i suoi risultati o meglio per la mancanza dei suoi risultati, francamente ce lo fa sembrare sincero come pochi altri suoi colleghi, come pochi altri campioni di tutte le discipline.
Da questo tipo di chiarezza gli auguriamo di ripartire, innanzitutto per offrire il miglior alleato possibile, ossia la sua versione più competitiva in assoluto da questo momento in poi, a Lewis Hamilton; poi per recuperare le prestazioni che gli sono connaturate: sarebbero due risultati che farebbero bene ai ferraristi e a Leclerc stesso; scegliete voi l'ordine.
Foto copertina www.formula1.com