Affidabilità, l’ennesima crepa nel dominio Mercedes
15/06/2026 15:24:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo aver vinto tutte le gare di questo inizio di stagione, Mercedes trova a Barcellona la prima vera crepa del suo 2026. Non è una sconfitta di passo, ma di solidità. La squadra aveva la gara in mano, con due piloti veloci e una macchina dominante, ma l’affidabilità e un tempismo sfortunato hanno ribaltato tutto. L’affidabilità, a dirla tutta, è forse l’unico anello debole di questa Mercedes e le parole di Antonelli, Russell, Wolff e Shovlin convergono tutte verso la stessa verità. Mercedes resta la più forte, ma non è più intoccabile.

 

Una velocità che non basta se non arriva al traguardo

Affidabilità, l’ennesima crepa nel dominio Mercedes

La conferma più evidente arriva da Kimi Antonelli, che riconosce la forza della macchina:

«Penso che siamo stati i più veloci in pista oggi… il passo era molto buono».
Poi però arriva il punto che incrina il dominio: «È molto deludente ritirarsi da P2… sappiamo che la nostra affidabilità è qualcosa su cui dobbiamo lavorare».
La sua delusione — «in questo momento mi sento un po’ vuoto» — non è emotiva, è tecnica: è la consapevolezza che la prima gara non vinta dell’anno non è stata persa sul ritmo, ma sulla solidità. Dopo i problemi di Russell in altri weekend, anche questa volta la sorte ha colpito la Mercedes.


Nonostante ciò sostiene che avrebbero potuto lottare per la vittoria:

«Avremmo potuto contendere la vittoria a Lewis».
Mercedes resta la più veloce, ma non è stata la più solida a Barcellona.

 

Un dominio che si incrina quando la gestione non è perfetta

Anche Toto Wolff introduce la sua analisi con una frase che pesa come un verdetto:

«Non possiamo competere per un campionato se ogni due gare una macchina perde punti importanti».
È la trasformazione di un episodio in un segnale. Riconosce poi la forza della vettura:

«Il passo di George nella prima parte della gara è stato superbo. Ma per finire primi, prima devi finire la gara».
George Russell aggiunge un’altra conferma, ammettendo che «non pensavamo di trovare questo passo dalla Ferrari»: è la prima volta in stagione che Mercedes vede un avversario avvicinarsi davvero.

Andrew Shovlin chiude il quadro tecnico con una frase che sigilla quanto raccontato: «Non siamo stati abbastanza veloci per controllare la gara e ci è mancata la velocità per gestire la situazione».
La sua analisi strategica — tra due e tre soste, gestione delle due macchine e tempismo della VSC — conferma il quadro: Mercedes domina, ma non controlla più tutto.

 

Barcellona non è una caduta: è una rivelazione. Mercedes resta la squadra più forte del 2026, ma per la prima volta ha mostrato una vulnerabilità che gli avversari possono sfruttare.

 

Foto copertina x.com

Foto interna x.com

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