Dopo aver vinto tutte le gare di questo inizio di stagione, Mercedes trova a Barcellona la prima vera crepa del suo 2026. Non è una sconfitta di passo, ma di solidità. La squadra aveva la gara in mano, con due piloti veloci e una macchina dominante, ma l’affidabilità e un tempismo sfortunato hanno ribaltato tutto. L’affidabilità, a dirla tutta, è forse l’unico anello debole di questa Mercedes e le parole di Antonelli, Russell, Wolff e Shovlin convergono tutte verso la stessa verità. Mercedes resta la più forte, ma non è più intoccabile.

La conferma più evidente arriva da Kimi Antonelli, che riconosce la forza della macchina:
«Penso che siamo stati i più veloci in pista oggi… il passo era molto buono».
Poi però arriva il punto che incrina il dominio: «È molto deludente ritirarsi da P2… sappiamo che la nostra affidabilità è qualcosa su cui dobbiamo lavorare».
La sua delusione — «in questo momento mi sento un po’ vuoto» — non è emotiva, è tecnica: è la consapevolezza che la prima gara non vinta dell’anno non è stata persa sul ritmo, ma sulla solidità. Dopo i problemi di Russell in altri weekend, anche questa volta la sorte ha colpito la Mercedes.
Nonostante ciò sostiene che avrebbero potuto lottare per la vittoria:
«Avremmo potuto contendere la vittoria a Lewis».
Mercedes resta la più veloce, ma non è stata la più solida a Barcellona.
Anche Toto Wolff introduce la sua analisi con una frase che pesa come un verdetto:
«Non possiamo competere per un campionato se ogni due gare una macchina perde punti importanti».
È la trasformazione di un episodio in un segnale. Riconosce poi la forza della vettura:
«Il passo di George nella prima parte della gara è stato superbo. Ma per finire primi, prima devi finire la gara».
George Russell aggiunge un’altra conferma, ammettendo che «non pensavamo di trovare questo passo dalla Ferrari»: è la prima volta in stagione che Mercedes vede un avversario avvicinarsi davvero.
Andrew Shovlin chiude il quadro tecnico con una frase che sigilla quanto raccontato: «Non siamo stati abbastanza veloci per controllare la gara e ci è mancata la velocità per gestire la situazione».
La sua analisi strategica — tra due e tre soste, gestione delle due macchine e tempismo della VSC — conferma il quadro: Mercedes domina, ma non controlla più tutto.
Barcellona non è una caduta: è una rivelazione. Mercedes resta la squadra più forte del 2026, ma per la prima volta ha mostrato una vulnerabilità che gli avversari possono sfruttare.
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