Come noto, la Ferrari aveva da tempo acquisito la consapevolezza di ottenere l'ADUO da parte della FIA, trovandosi un una fascia che le avrebbe permesso di mettere mano in modo significativo alla sua power unit. Una mossa necessaria a causa di un evidente gap di motore rispetto ai rivali che i piloti avevano evidenziato sin dai primi GP della stagione. Per questo, a Maranello si attende da tempo l'esito delle indagini FIA sulle chance dei costruttori di sviluppare i motori per poter passare all'azione.
Risultati che sarebbero dovuti arrivare a ridosso di Monaco, ma delle indagini extra avviate dalla Federazione hanno causato dei ritardi. Ma le voci circolate negli scorsi mesi in merito alle attribuzioni dell'ADUO, che sono state confermate da Auto, Motor und Sport, non hanno lasciato spazio ai dubbi: la Scuderia potrà infatti beneficiare delle extra chance di sviluppo legate all'unità motortice, ponendo toccare la propria unità due volte nel corso dell'anno.
Da quanto appreso, quindi, la Ferrari (che a quanto ci risulta aveva previsto e fatto in modo di ottenere l'ADUO almeno dalla fine dell'estate 2025 a causa di un evidente gap di potenza sull'ICE rispetto ai rivali) ha pronto un piano di sviluppo della propria PU in due fasi: la prima che scatterà con un upgrade in Austria che, secondo alcune voci circolate da fonti più o meno affidabili, dovrebbe garantire un plus di circa 7-8 cavalli.
Un passo avanti possibile grazie al lavoro di Shell sulla benzina per il motore e grazie al lavoro di affinamento dello 067/6. Ma proprio su questo aspetto, nostre fonti vicine alla Scuderia riportano di difficoltà riscontrate dai motoristi nel ricavare della potenza. Motivo per cui, secondo quanto ci è stato suggerito, il balzo in avanti di potenza dovrebbe essere di circa il 40-50% minore rispetto a quanto vociferato, attestandosi al massimo attorno ai 5 cavalli di guadagno complessivo figlio, come detto, della ricerca del fornitore sul carburante e degli uomini di Enrico Gualtieri sullo sviluppo motoristico.
Un piano che la Scuderia porterà avanti con la filosofia del motore “caldo”, che dovrebbe permettere di usare un scambiatore di calore dalle dimensioni ridotte. La Rossa, come noto, ha una power unit che funziona con una temperatura dell’aria di circa 100 gradi: idea possibile grazie alla testata in acciaio che consente di avere pressioni in camera superiori alla concorrenza. Per queste, tali idee non saranno abbandonate. Ma affinate.
Non solo, poiché una soluzione con cui ridurre pesantemente il gap da Mercedes con il secondo ADUO (che dovrebbe arrivare entro Monza) sarebbe quella di mettere mano al turbocompressore. La Scuderia, infatti, aveva scelto un turbo più piccolo dei rivali, pagando dei cavalli per massimizzare lo scatto al via, senza aiuto della parte elettrica. Ma con gli interventi FIA a vantaggio della sicurezza, questo "plus" del Cavallino è venuto meno. Motivo per cui i mototisti stanno pensando di rivedere a fondo l'unità motrice per rilanciarsi in classifica e andare definitivamente a caccia dei rivali provando, chissà, sognare in grande.
Foto copertina www.ferrari.com