Nella prima parte della conferenza stampa del Gran Premio d'Austria erano seduti Pierre Gasly, Isack Hadjar e Oscar Piastri. Tre piloti non scelti dal caso, ma accomunati dall'avere gli occhi sullo stesso premio: il terzo posto del GP di Monaco. In quella circostanza, infatti, fu Gasly a tagliare per terzo il traguardo, ma poi furono aggiunti 10 secondi di penalità al suo tempo per aver sorpassato due volte il limite di velocità in pitlane. La sua squadra fece ricorso, sostenedo che la FIA avesse sbagliato a misurare la corsia box, e lo vinse. Così, Hadjar ha consegnato al suo connazionale il trofeo.
Tuttavia, sia la McLaren che la Red Bull si sono appellate a questa decisione, e nei prossimi giorni arriverà la sentenza. Per Oscar Piastri, però, questo giochetto rischia di compromettere non solo la credibilità della Federazione, ma anche come le squadre affronteranno le penalità.
"In primo luogo la pitlane e la velocità devono essere misurate correttamente", ha detto con fermezza il numero 81. "L'Alpine ha messo in dubbio la penalità per prima, ma tutti lo abbiamo fatto dietro le quinte. Io stesso sapevo di essere nei limiti, ma l'approccio è che se hai una penalità la devi scontare. Nella maggior parte dei casi sono giuste, ma il rischio adesso è che quando si pensa che la penalità sia sbagliata si riproponga questo teatrino. Si crea un precedente pericoloso, per cui il risultato della gara non è ancora ufficiale un mese dopo".