Max Verstappen è statisticamente ed obiettivamente uno dei migliori piloti nella storia della Formula 1. Che piaccia o meno, tale affermazione è diventata - nel corso degli anni e a suon di risultati - un vero e proprio assioma, piuttosto che un'opinione.
Questo status di fuoriclasse, guadagnato dall'olandese con il suo enorme talento e il cospicuo duro lavoro, gli concede anche un privilegio particolare. Un privilegio secondo cui i suoi errori restano silenziosi.
Quante volte avete sentito - o letto - l'espressione "Verstappen non sbaglia mai" negli ultimi cinque anni? Ebbene, dispiace mettere le cose come stanno, ma non è così.
Anche Max, come tutti gli altri piloti di Formula 1 e i più grandi della storia di qualsiasi sport, è un essere umano. Proprio come noi. E, come tale, commette degli errori.
L'anno scorso, ad esempio, il modo in cui ha quasi strappato il Mondiale dalle mani di Lando Norris ha emozionato tutti. Ed è giusto così, perché sarebbe stata un'impresa clamorosa. Forse la più grande di sempre.
Eppure, in pochi ricordano che quella stessa impresa non gli è riuscita anche per demeriti suoi. Verstappen chiuse la stagione a -2 da Norris, e l'incidente con Russell a Barcellona gli costò 9 punti. L'unico che ha provato a sottolineare quell'errore (un giornalista), è stato cacciato personalmente da Max nella conferenza stampa del Gran Premio del Giappone.
A Silverstone, un testacoda in fase di ripartenza dopo una Safety Car costò al pilota Red Bull 5 punti. Però resta inosservato.
La verità è che tutto ciò che Verstappen ha fatto di spettacolare in Formula 1 gli ha fatto guadagnare lo status di "intoccabile". Lui non sbaglia mai. Almeno secondo l'opinione pubblica. È questo il suo privilegio.
L'ultimo esempio l'abbiamo avuto in Austria, dove un incidente nell'ultimo giro - quello decisivo - della qualifica lo ha costretto a partire dalla quinta posizione, piuttosto che da una potenziale seconda o terza.
Sabato abbiamo assistito al più classico dei driver error (errore del pilota), come direbbero gli inglesi: Verstappen ha cercato di portare più velocità in curva per estrarre il massimo dalla monoposto, e ha spinto troppo, perdendone il controllo. Succede. Già, anche ai migliori.
La stessa Red Bull, invece, si è scusata con lui: "La dinamica dell'incidente è stata piuttosto insolita, abbiamo perso prestazione aerodinamica al posteriore. Questo non ha dato a Max alcuna possibilità di fare la curva. Come team ci assumiamo la piena responsabilità dell'accaduto e gli porgiamo le nostre scuse", ha detto Laurent Mekies (team principal) al termine della qualifica.
Chiunque guardi la Formula 1 con la TV sintonizzata sul giusto canale ha potuto constatare con i propri occhi che non c'è stato alcun guasto all'ala. Eppure, il portavoce della squadra mente spudoratamente alla stampa, perché sa che la scuderia non può permettersi di perdere il miglior pilota in griglia.
Dopo il secondo posto della domenica, arrivato con neanche 2 secondi di distacco dal vincitore Russell, nessuno si è chiesto se Verstappen abbia effettivamente perso la possibilità di vincere al sabato, con il suo errore in qualifica.
Nessun caso, nessun'analisi. È questo il privilegio di chi, come Max, non ha più nulla da dimostrare.