
Enstone, United Kingdom

La Alpine si presenta al 2026 dopo avere chiuso il 2025 al decimo posto nel Mondiale Costruttori con 22 punti, risultato che ha certificato una stagione molto difficile e chiusa in fondo alla classifica. Sul piano sportivo, però, rispetto all’inizio del 2025 la squadra cambia volto: Pierre Gasly resta il punto fermo del progetto, mentre Franco Colapinto completa la line-up 2026 dopo essere stato promosso in corsa al posto di Jack Doohan durante la stagione precedente. Anche sul fronte organizzativo ci sono stati movimenti importanti, perché dopo l’uscita di Oliver Oakes il riferimento al vertice è diventato Flavio Briatore, mentre Steve Nielsen è stato inserito come managing director e David Sanchez è il responsabile tecnico del progetto. Dopo un 2025 di sofferenza, l’aspettativa per il 2026 è quindi quella di sfruttare il nuovo ciclo regolamentare per rilanciare una squadra che ha scelto di ripensarsi in profondità.
Sotto il profilo tecnico, la A526 nasce come vettura completamente nuova ed è una delle monoposto simbolo della discontinuità regolamentare del 2026: Alpine ha spiegato ufficialmente che il progetto è stato sviluppato con dimensioni ridotte, 30 kg in meno, aerodinamica attiva con elementi mobili sulla front wing e sulla rear wing, maggiore incidenza della componente elettrica, carburanti sostenibili e soprattutto con il passaggio alla power unit Mercedes, che sostituisce l’era Renault. È un cambiamento enorme per Enstone, perché il team entra nel nuovo regolamento con un pacchetto tecnico radicalmente diverso e con una collaborazione nuova anche sul fronte della trasmissione.
La scuderia oggi nota come Alpine F1 Team rappresenta uno dei rari casi di continuità tecnica e industriale nella storia della Formula 1. Con la sede telaistica situata a Enstone, nel Regno Unito, la struttura ha operato per oltre quarant'anni sotto diverse proprietà, fungendo da laboratorio per innovazioni tecnologiche e lanciando carriere di piloti leggendari. Il DNA del team è indissolubilmente legato alla capacità di rigenerarsi attraverso i brand Toleman, Benetton, Renault e Lotus.
L'ingresso della Toleman nel 1981 segnò il passaggio di un costruttore di successo dalle categorie minori alla massima serie. Dopo anni iniziali travagliati, la stagione 1984 divenne il punto di svolta grazie al debutto di Ayrton Senna. Il pilota brasiliano colse un leggendario secondo posto al Gran Premio di Monaco, interrotto sotto la pioggia, dimostrando il potenziale del telaio inglese. Nonostante l'eccellenza di Senna, le limitazioni tecniche e di budget portarono alla vendita del team alla famiglia Benetton alla fine del 1985.
Sotto la gestione di Flavio Briatore, la Benetton trasformò la struttura di Enstone in una potenza mondiale. Il passaggio dai motori Ford ai propulsori Renault fu la chiave tecnica che permise a Michael Schumacher di vincere due titoli piloti consecutivi (1994 e 1995) e al team di conquistare il Mondiale Costruttori 1995. In questo periodo, il team si distinse per strategie di gara innovative e un'estetica comunicativa di forte impatto, prima di essere ufficialmente acquisito dal costruttore francese nel 2000.
Il ritorno di Renault come costruttore integrale portò alla creazione di un "polo d'eccellenza" tra Enstone (telaio) e Viry-Châtillon (motori). Questo sodalizio culminò nella doppietta iridata del 2005 e 2006 con Fernando Alonso, interrompendo il dominio Ferrari. Tuttavia, la storia del team fu scossa nel 2008 dallo scandalo Crashgate al Gran Premio di Singapore, che portò a pesanti sanzioni disciplinari per i vertici del team e a un progressivo disimpegno della casa madre, che cedette la maggioranza alla Genii Capital.
Nonostante la perdita del supporto ufficiale Renault, la struttura di Enstone dimostrò una straordinaria resilienza operativa. Sotto il nome Lotus, la squadra ottenne vittorie significative con Kimi Räikkönen (Abu Dhabi 2012 e Australia 2013), mantenendosi nelle prime posizioni del campionato costruttori. Tuttavia, l'era dei motori V6 Turbo Ibridi iniziata nel 2014 mise in luce gravi difficoltà finanziarie, rendendo necessario il riacquisto del team da parte di Renault alla fine del 2015 per evitarne il fallimento.
Dal 2021, il rebrand in Alpine ha mirato a rilanciare il marchio sportivo del Gruppo Renault. La vittoria di Esteban Ocon in Ungheria (2021) e il podio di Fernando Alonso in Qatar rappresentarono picchi di competitività inaspettati. Tuttavia, il biennio 2024–2025 è stato caratterizzato da una profonda crisi tecnica e gestionale. La monoposto A524 del 2024 ha faticato a emergere dal fondo della griglia, portando a una ristrutturazione drastica guidata dal ritorno di Flavio Briatore come consulente esecutivo e dalla nomina di Oliver Oakes a Team Principal.
La stagione 2025, conclusasi con soli 22 punti, ha segnato il punto più basso del team nell'era moderna, aggravato dalla decisione storica di chiudere il programma motori di Viry-Châtillon. Questa scelta trasforma Alpine in un team cliente, con l'accordo ufficiale per la fornitura di power unit e cambi Mercedes a partire dalla stagione 2026, ponendo fine a un'era di oltre quarant'anni di motorizzazione francese.
Al termine del 2025, la scuderia rimane in una fase di transizione critica, cercando di sfruttare l'integrazione con la tecnologia tedesca per risalire la china in vista dei nuovi regolamenti tecnici.
Gran Premio di Inghilterra 1977
Gran Premio di Francia 1979
| Anno | Monoposto | Motore | Punti |
|---|---|---|---|
| 2026 | Alpine A526 | Mercedes M17 E Performance | 16 |
| 2025 | Alpine A525 | Renault | 22 |
| 2024 | Alpine A524 | Renault | 65 |
| 2023 | Alpine A523 | Renault | 120 |
| 2022 | Alpine A522 | Renault E-Tech RE22 | 173 |
| 2021 | Alpine A521 | Renault E-Tech 20B | 155 |