Ferrari, torna l’incubo gomme. Leclerc: «Dobbiamo capire»
29/06/2026 07:00:00 Tempo di lettura: 3 minuti

La Ferrari lascia il Red Bull Ring con molte più domande che risposte. Dopo il promettente secondo posto in qualifica e le sensazioni (parzialmente) positive emerse sabato, Charles Leclerc si aspettava forse una gara ben diversa, anche se le simulazioni del venerdì avevano messo in evidenza problemi importanti nei long run. La domenica di Spielberg ha riportato a galla alcuni limiti della SF-26, già emersi soprattutto in Giappone e Canada, con un degrado delle gomme posteriori che ha reso impossibile mantenere il ritmo dei migliori.

Il monegasco non ha nascosto la propria delusione al termine della gara, spiegando come il passo indietro rispetto alle qualifiche sia stato evidente fin dai primi giri. La direzione di assetto scelta dopo le prove del sabato, ispirata a quella utilizzata con successo sullo stesso circuito nella passata stagione, sembrava aver restituito fiducia al pilota Ferrari. In gara, però, la situazione è cambiata completamente.

Leclerc: "Il posteriore non c'era mai"

Leclerc ha spiegato che il principale problema è stato il comportamento del retrotreno della vettura, che lo ha costretto a continui sovrasterzi e ha provocato un rapido surriscaldamento degli pneumatici posteriori.

"Abbiamo scelto una direzione di assetto simile a quella dello scorso anno. In qualifica aveva funzionato bene, ma in gara è stata molto meno efficace. Il posteriore non c'era mai, scivolavo continuamente e questo ha portato a un forte surriscaldamento delle gomme posteriori. È stata una gara davvero complicata".

Per Leclerc, però, non bisogna mettere in discussione il pacchetto di aggiornamenti introdotto dalla Ferrari.

"A Barcellona avevamo una delle macchine più veloci in gara e gli aggiornamenti hanno funzionato. Non credo che il problema sia quello. Queste monoposto sono estremamente sensibili all'assetto: se esci dalla finestra ideale paghi un prezzo enorme. Oggi ne abbiamo avuto la dimostrazione".

È un'analisi che conferma quanto la SF-26 continui ad avere un potenziale elevato, ma anche una finestra di funzionamento estremamente ridotta. In sintesi, il lavoro da fare è tanto e riguarda soprattutto la comprensione della vettura, più che l'introduzione di nuove componenti. Ritorna quel "dobbiamo capire" di binottiana memoria che tanto spaventa i tifosi della Rossa.

"Dobbiamo capire meglio questi comportamenti e imparare a ottimizzare la macchina. Abbiamo tanto lavoro davanti a Silverstone e spero che riusciremo a tornare più forti come squadra".

Tutte le news, le foto, il meteo, gli orari delle sessioni ed i tempi del Gran Premio di Austria 2026

Segui Formula1.it su Facebook Notizie, commenti e discussioni con la community degli appassionati.
Segui

Tag
ferrari | leclerc | austria |