GP Austria - Analisi strategie: Ferrari in cerca di una parvenza di competitività
28/06/2026 19:20:00 Tempo di lettura: 6 minuti

Il GP d’Austria si è rivelato un evento da due e tre soste confermando le previsioni. Sempre secondo il nostro ‘bollettino’ del mattino, la Ferrari ha optato per la via a tre pit, proprio come aveva fatto a Barcellona. Oggi però, a differenza della Spagna, qualcosa non ha funzionato.

La SF-26 si è comportata bene solamente sulle Soft C5 e ha sofferto molto su Medie C4 e Hard C3. Problemi d’assetto? Colpa delle scelte di progetto effettuate lato power unit? Probabilmente è un mix delle due cose. Il fatto che il Red Bull Ring sia situato a 660-750 metri sul livello del mare non ha aiutato di certo. Quello che però preoccupa maggiormente gli uomini del Cavallino al momento, non è il motore. Riguardo alle performance della power unit tutto il team sa e sapeva a cosa sarebbe andato incontro, quello che preoccupa di più è la carenza di ritmo avuta sulle Medie e sulle Hard. Approfondiremo il tutto nei paragrafi successivi. Prima però facciamo un rapido recap delle strategie viste oggi.

Recap strategico

La strategia vincente, come da previsione, è stata la M-H-H, ovvero quella che avevano ipotizzato di fare i top team già dalle FP3. Tale tattica è stata portata a termine da tutti i piloti che avevano a disposizione due set di Hard, tutti tranne le due Ferrari di Hamilton e Leclerc, che hanno virato su tre soste. Russell vince il suo secondo GP stagionale su M-H-H seguito da Verstappen, Antonelli e Piastri. Norris chiude settimo sulla medesima strategia. Hamilton su M-H-S-H, mentre Leclerc su M-H-H-S.

Hadjar, sesto, è il pilota più veloce tra coloro che hanno utilizzato M-M-H. Sulla medesima tattica abbiamo Hulkenberg, Ocon e Albon. M-H-M per Lawson, Lindblad, Bearman e Colapinto. S-M-H per Bortoleto, M-H-M-S per Gasly e M-S-S per Alonso. Stroll, Sainz, Perez e Bottas i ritirati.

Pirelli, strategie

Ferrari in ginocchio, scelte obbligate e delusione

Scattati con le gomme Medie C4, sia Hamilton che Leclerc hanno manifestato una carenza di ritmo rispetto ai diretti avversari. Leclerc è stato sin da subito più lento rispetto alla Mercedes e a Verstappen. Nel primo stint l’unica squadra su cui il monegasco sembrava avere il controllo era la McLaren. Hamilton invece ha iniziato la gara con un bel ritmo, ma anche lui ha patito, con qualche giro di ritardo, gli stessi problemi di Charles. Tant’è che è Lewis, dei due, il primo a sostituire le Medie in favore delle Hard. La stessa cosa farà Leclerc con un giro di ritardo.

Il ritmo però non c’è. Entrambi hanno più o meno gli stessi problemi. Il passo gara complessivo di Charles potrebbe esser stato condizionato per lo più dal traffico incontrato in pista. Il monegasco si è ritrovato sempre con più auto da superare rispetto a Lewis. Questa non vuole essere una scusa, solo un’analisi totalitaria di ciò che può essere andato storto oggi in Ferrari.

Alla fine se guardiamo i dati le nostre previsioni si sono rivelate vere. Sia quelle riguardanti le strategie, sia quello che avevamo detto al venerdì dopo la simulazione di passo gara (leggi qui). Ciò che ha innalzato le aspettative in vista della gara è stata quella bandiera gialla avuta in Q3. La Ferrari non era da prima e seconda fila in qualifica. Se non ci fosse stato l’incidente di Verstappen, probabilmente Antonelli e Russell si sarebbero giocati la pole position e Max sarebbe scattato dalla P3.

Pirelli, strategie

Le qualifiche ci hanno illuso di poter assistere ad una Barcellona bis, ma purtroppo non c’erano i presupposti per una ripetizione del Montmelò. Se in Spagna il muretto box ha pensato di mettere Hamilton su tre soste per effettuare una gara di attacco, oggi a Spielberg è stata obbligata a farlo per non perdere troppo terreno rispetto agli altri concorrenti e sostenere degli stint che avessero una parvenza di competitività. Non c’era modo di essere più veloci oggi. Almeno non con questa scelta d’assetto e queste temperature asfalto (sempre intorno ai 50°C).

Russell fa tutto da manuale, Verstappen secondo grazie al primo stint

George Russell esegue una gara da manuale. Il britannico non commette errori e arriva primo amministrando egregiamente la gara. Verstappen e Antonelli gli si fanno sotto nel finale, ma la prima posizione non è mai stata realmente in pericolo.

Max invece conquista il secondo posto con un ottimo primo stint. Approfitta egregiamente della battaglia tra Antonelli e Leclerc per salire subito in P3 e si sbarazza di Hamilton rapidamente mettendo secondi preziosi tra sé e Kimi. Le soste anticipate rispetto all'italiano gli permettono sempre di amministrare un discreto vantaggio nel corso dei suoi run. Forse solo l’ultimo stint è stato davvero stressante per Max. L’ultimo undercut su Antonelli è stato calcolato davvero al limite. Sarebbe forse bastato un giro di differenza a permettere a Kimi di avere la meglio dell’olandese nel finale. Quantomeno vedere Russell-Verstappen e Antonelli terminare la gara in un gap di 1’’9 secondi, ci ha permesso di godere il GP fino all’ultima curva e all’ultimo respiro.


Foto copertina: X, Ferrari; grafiche interne: Pirelli

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