Le aspettative erano alte, figlie del successo nel GP di Spagna. Ma si sa, più alto è il punto di partenza, più dolorsa è la caduta. Questo è quello che è accaduto alla Ferrari nel weekend del GP d'Austria che, nelle idee, doveva aiutare la Scuderia a confermare la forma mostrata dalla SF-26 nelle ultime uscite e, se possibile, sancirne i passi avanti.
Da Maranello, infatti, c'era la volontà di confermare a Spielberg la bontà del pacchetto di sviluppi arrivato in Spagna e, se possibile, ridurre il gap di motore grazie alla nuova power unit sviluppata con l'ADUO. Ma, nei fatti, la tre giorni di Spielberg ha messo in mostra una rossa opaca, regredita rispetto alla scorsa gara e nettamente in difficoltà rispetto ai rivali su una pista probante dal punto di vista motoristico. Insomma, per il team di Fréd Vasseur c'è ancora molto lavoro da fare.
Il Cavallino in Austria ha infatti performato sotto le aspettative, non venendo battuta solo dalla Mercedes, ma anche da una rinata Red Bull, in gran palla con Max Verstappen, e dalla McLaren che, pur tra diverse difficoltà, è riuscita ad issarsi nel ruolo di terza forza in campo. Sul traguardo del Red Bull Ring, la prima Ferrari passata sul traguardo è stata quella di Lewis Hamilton, quinto alla fine, mentre quella di Charles Leclerc ha chiuso addirittura all'ottavo posto.
E no, non sono state le circostanze a causare questa doccia fredda per la Rossa, quanto piuttosto una pista che ha messo in mostra in modo evidente i limiti del progetto SF-26 e della power unit 067/6, tanto che i piloti in nessun frangente di gara sono stati capaci di sopperire a queste mancanze. E proprio di questo ha parlato Lewis Hamilton ai microfoni di Sky Sport F1, che ha ammesso il grosso gap di motore della Ferrari, analizzandolo sia nel breve che nel lungo periodo. E lo ha fatto con grande onestà.
"Avevamo visto dal venerdì che perdevamo sei decimi dalla Mercedes solo sui rettilinei. In qualifica avevamo fatto un bel lavoro e chiuso il gap. Oggi non è stata solo la potenza il problema, avevamo molto surriscaldamento delle gomme e la vettura scivolava. Pensavo di tenere il passo della Mercedes ma le gomme si degradavano. Per essere con loro dovevo spingere in curva per compensare. Non pensavo fosse così grande".
"Pensavano di poter andare meglio, non è andata così. Penso che il gap di motore sia davvero grande, non so se colmabile nella stagione. Servono mesi per questi sviluppi. Potremmo fare passi avanti, ma più avanti. Ci aspettano gare difficili, speriamo di fare bene nelle piste guidate. Silverstone non sarà facile, il problema sarà nei rettilinei".
Foto copertina www.ferrari.com