Haas, Spielberg ha mostrato il limite: si può ancora invertire la rotta?
30/06/2026 07:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Il weekend di Spielberg ribadisce una verità ormai evidente per Haas: la squadra non ha una macchina in grado di competere per la zona punti e ogni sessione diventa un esercizio di comprensione su ciò che non ha funzionato, più che di prestazione pura. Le parole di Ollie Bearman, Esteban Ocon e del team principal Ayao Komatsu convergono su un unico punto di vista: prima di pensare a conquistare punti, bisogna rimettere la vettura a posto. L'Austria non porta risultati, ma conferme tecniche che la squadra non può e non deve più ignorare.

 

Bearman: una gara difficile che rivela il vero limite della vettura

Haas, Spielberg ha mostrato il limite: si può ancora invertire la rotta?

Bearman racconta una domenica che non gli ha mai dato la sensazione di avere ritmo né tantomeno equilibrio.

«È stata una giornata dura, e abbiamo faticato con il passo», ammette subito.

La partenza pessima lo ha messo immediatamente in difficoltà:

«Abbiamo perso molte posizioni e dopo sono rimasto bloccato».

La Virtual Safety Car gli ha offerto un piccolo spiraglio, ma non è bastato:

«Siamo stati molto lenti per tutta la gara. Ho dato il massimo ma eravamo davvero lontani da Audi, Racing Bulls o Alpine».

La frase che sintetizza il suo pomeriggio è quasi disarmante:

«L'equilibrio è stato estremamente fuori oggi e non sono riuscito a farlo funzionare».

Bearman non cerca scuse: ciò che ha sentito in macchina conferma quanto visto dall'esterno. La Haas non ha passo, non ha stabilità e non ha margine. Il suo commento finale chiude il cerchio:

«In base a quello che sentivo, non sono così sorpreso».

 

Ocon e Komatsu: un problema noto, una squadra che lavora e una vettura da rimettere in salute

Ocon parla con la lucidità di chi sa che il limite non è contingente, ma strutturale.

«Sappiamo che c'è un problema sulla macchina», dice senza girarci intorno.

Il lato positivo è l'impegno della squadra:

«Abbiamo dato tutto questo fine settimana, cambiando ogni componente possibile, ma stiamo ancora lottando con la stessa cosa».

La partenza è stata l'unico momento brillante:

«Al lancio abbiamo superato tutti, e al primo giro quasi riuscivo a entrare in zona punti».

Ma la realtà è arrivata prima del previsto:

«Dopo un po' sono stato doppiato, cosa difficile da accettare».

Il problema tecnico è ormai chiaro:

«Ci manca molto carico e scivolo sulle gomme. Riesco a resistere per i primi giri, ma poi vengo superato da altre vetture».

Ocon non parla di prestazione, ma di sopravvivenza, ribadendo il concetto che la squadra continua a portare avanti:

«Dobbiamo rimettere la macchina in salute, questo è il primo passo».

Komatsu chiude il quadro con la consueta precisione.

«Operativamente è andata bene», sottolinea, riconoscendo il lavoro del team.

Ma la posizione finale riflette la realtà:

«Dove siamo finiti è più o meno la posizione della macchina in questo weekend».

Anche lui individua il nodo principale:

«Dobbiamo innalzare il livello di base, il che significa una macchina più veloce».

La squadra continua a lavorare, ma il limite è evidente e Spielberg lo ha mostrato senza filtri. Prima di tornare a lottare per i punti servirà risolvere i problemi di base della vettura, perché senza una piattaforma più competitiva anche il lavoro operativo rischia di essere insufficiente.

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