Altro che sandbagging, la Ferrari ha sorpreso anche se stessa
Il dato più rilevante delle prime battute del race weekend nella culla del motorsport d’oltremanica, è stato il fattore imprevedibilità. La pole Ferrari nella Sprint ha sorpreso anche gli stessi ingegneri della rossa.

04/07/2026 09:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Questa volta non è stata pretattica o “sandbagging” come dicono quelli bravi. La pole di ieri nella qualifica sprint di Lewis Hamilton è stata una sorpresa per la Scuderia Ferrari e per i competitor. Il tocco magico del sette volte campione del mondo sulla pista di casa è suffragato da numeri record: 9 vittorie e 14 podi. Tuttavia le statistiche sembravano non essere sufficienti a compensare il distacco con le frecce d’argento (e non solo). Certamente il formato Sprint ha contribuito a sparigliare le carte. La singola sessione di prove libere ha premiato certamente chi ha svolto meglio in compiti a casa. Va dato atto pertanto alla storica scuderia modenese di aver lavorato in modo eccellente nella fase di “pre evento” allorquando viene deliberato il setup di base al simulatore. Sin dai primi giri in pista la SF-26 è stata non solo ben bilanciata ma ha sciorinato una distribuzione dell’energia ideale, fattore che ha consentito ad entrambi i piloti della rossa di essere molto efficaci nel velocissimo terzo settore. Eppure due settimane fa al Red Bull Ring proprio nei segmenti rettilinei la Power Unit 067/6  è parsa nettamente in affanno nonostante le migliorie introdotte con il primo gettone ADUO. Il dato più rilevante delle prime battute del race weekend nella culla del motorsport d’oltremanica, è stato il fattore imprevedibilità. In una categoria in cui i risultati il più delle volte sono già scritti alla vigilia di ogni evento, l’acuto della Ferrari è stato imponderabile quanto destabilizzante per la concorrenza. Bastava guardare i volti degli uomini Mercedes per comprendere lo stupore per la prestazione delle rosse. Si perché anche Charles Leclerc, nonostante lo scarso feeling con la SF-26, si è piazzato al quarto posto precedendo uno smarrito George Russell. Probabilmente la concorrenza del Cavallino Rampante riuscirà a correggere il tiro in tempo per la qualifica di odierna in virtù della possibilità di poter apportare modifiche alla configurazione delle vetture a valle della Sprint Race. Non è da escludere che alcuni team utilizzino la gara corta come una sorta di long run per acquisire i dati necessari per rivolare l’assetto delle vetture. In passato più volte questa strategia ha consentito a Red Bull di mettere una pezza a weekend inizia in malo modo (ad esempio in Qatar nel 2024 e Brasile lo scorso anno). Quel che è certo e che il team di Maranello potrà operare su una base solida ed effettuare il “fine tuning” di un setup che sembra già aver massimizzato il potenziale delle rosse.

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