La competitività ostentata dalla Red Bull in Austria è un miraggio. Lo Sprint Weekend per il team austriaco è stato sinora avaro di soddisfazioni.
Nella Sprint Race Max Verstappen e Isack Hadjar, allo spegnimento dei semafori, hanno perso diverse posizioni per problemi di pattinamento, come ammesso dallo stesso fuoriclasse olandese. Giunti al nono round del mondiale, gli ingegneri del team di Milton Keynes non sono ancora riusciti a mettere a punto procedure affinché i propri piloti possano partire decentemente, senza vanificare la track position conquistata in qualifica.
Nella gara corta, il figlio di Jos non è riuscito ad andare oltre il sesto posto. Il pilota olandese ha cercato di porre rimedio alla pessima partenza, tuttavia sulla monoposto numero tre il degrado degli pneumatici ha fatto lievitare i tempi, obbligando Verstappen a cedere il passo sia a Russell sia a Leclerc. Peggio è andata ad Hadjar, fuori dalla zona punti alle spalle della Racing Bulls di Liam Lawson.
Tante volte il team di Milton Keynes, negli Sprint Weekend, ha mostrato di saper rivoltare la monoposto come un calzino, trovando il bandolo della matassa in termini di setup. Missione riuscita solo in parte.
È giusto rendere omaggio al pilota francese, che ha conquistato un buon quinto tempo battendo l'illustre compagno di squadra su una pista in cui conta soprattutto il talento del pilota. Per tutto il weekend Isack è parso molto veloce, senza tuttavia riuscire a mettere tutto insieme. Obiettivo raggiunto nelle qualifiche.
Viceversa, la prestazione di Verstappen è stata deludente, avendo abituato tifosi e addetti ai lavori a prestazioni nettamente superiori rispetto a quelle del compagno di squadra. Nelle rituali interviste a caldo, il pilota originario di Hasselt ha spiegato che la prestazione al Red Bull Ring non può essere considerata un riferimento, poiché in ogni weekend i team portano aggiornamenti che cambiano inevitabilmente le dinamiche.
Il risultato finale è stato inficiato anche dall'enorme mancanza di potenza della Power Unit Red Bull Ford, definita “Un disastro” dal quattro volte campione del mondo.
Tuttavia, anche il bilanciamento della RB22 era tutt'altro che buono. Verstappen ha perso molto tempo sia nelle curve lente sia in quelle veloci: “È stato un disastro totale. E non avevo assolutamente velocità massima sui rettilinei. Su un circuito come questo, è particolarmente penalizzante. Si consuma più batteria perché bisogna tenere l'acceleratore a tavoletta più a lungo, e questo fa perdere ancora più tempo nel settore finale.”
Il pilota classe 1997 non esclude interventi drastici sulla monoposto, che comporterebbero inevitabilmente la partenza dalla pitlane. Secondo Verstappen, lasciare la macchina così com'è non ha molto senso. Potenzialmente modificherebbe tutto, perché altrimenti si correrebbe il rischio di galleggiare nel midfield.
Tenendo presente il peso specifico di Max all'interno del team, non è da escludere che la squadra assecondi la volontà del proprio campione, rivoluzionando la RB22 e accettando di partire dalla pitlane.