Quando mancavano pochi giri alla fine del GP di Gran Bretagna, la Mercedes di Andrea Kimi Antonelli si trovava in seconda posizione, alle spalle della Ferrari di Charles Leclerc. Il bolognese era appena rientrato in pista dopo il pit-stop in cui aveva montato le gomme Hard con cui chiudere la gara e andare a caccia della SF-26 del monegasco.
Il tutto con gomme di ben 10 giri più nuove e un passo gara ben più veloce di quello della rossa del pilota del Principato e un gap contenuto in un massimo di sette secondi, possibile grazie ad uno stint con gomme medie a dir poco da applausi, velocissimo e capace di far durare le gomme molto più dei rivali senza perdere praticamente terreno.
Ma proprio nel momento di massima forma del bolognese, con un gap sceso ormai sotto i 5 secondi dalla rossa di Maranello, la Mercedes di Antonelli ha accusato in modo improvviso e insolito un guasto alla sua freccia d'argento nel finale del Gran Premio di Gran Bretagna.
Un colpo di scena che, inevitabilmente, ha posto fine alle sue speranze di vittoria e ha compromesso le sue possibilità di allungare il gap in classifica piloti rispetto al compagno di squadra, George Russell, in quel momento a centro gruppo a causa di alcuni problemi tecnici. Un passo falso legato al cedimento della cosiddetta wheel shield, la paratia aerodinamica della ruota anteriore, posta tra ruota e cinematismi della sospensione.
A quel punto il pilota italiano ha provato a rientrare ai box per ben due volte nel tentativo di risolvere il problema: la prima per sostituire l'ala anteriore nel tentativo di risolvere la situazione, non avendo il box ancora capito la causa della perdita di velocità.
La seconda, invece, ha portato i meccanici a cercare di riparare la wheel shield, perdendo posizioni. Ma a quel punto Kimi ha massimizzato i suoi suoi sforzi per cercare di conquistare punti, non ritirando la macchina ma restando in pista. Old school insomma. Kimi, alla fine avrebbe potuto salvarsi con un piazzamento a punti grazie all'ingresso della Safety Car deliberata dai commissari della FIA nel finale, se non fosse stato penalizzato per i track limits superati quando la sua auto era ingovernabile...
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