Alonso è netto: «Gli altri sono andati avanti, noi no»
17/07/2026 08:00:00 Tempo di lettura: 4 minuti

Fernando Alonso arriva a Spa con la consapevolezza che quest’Aston Martin non ha più margine: la vettura non è stata aggiornata dall’inizio dell’anno, gli altri hanno accelerato e il circuito belga amplifica ogni limite. È in quest’ottica che Spa sarà un weekend di sopravvivenza, in attesa dell’aggiornamento di Budapest che dovrebbe segnare una svolta reale.

Un’Aston Martin ferma mentre gli altri avanzano: Alonso non cerca scuse, cerca resistenza

Alonso è netto: «Gli altri sono andati avanti, noi no»

Alonso non nasconde nulla della situazione in cui versa il team. «Siamo in una fase in cui non siamo competitivi. Non abbiamo aggiornato la vettura dall’inizio dell’anno. Gli altri lo hanno fatto un po’, quindi sembra che non ci stiamo avvicinando affatto, anzi, ci stiamo allontanando ancora di più».

È una fotografia cruda: Aston Martin è rimasta ferma nello sviluppo, mentre gli altri team del centro gruppo hanno continuato a muoversi.

Se la situazione non fosse già abbastanza complicata, ci pensa il circuito belga di Spa ad amplificare ogni limite. «La gestione dell’energia e aspetti simili rappresenteranno una sfida», dice Alonso, consapevole che questo tracciato mette a nudo ogni debolezza delle vetture di questa generazione. Serviranno tre sessioni di prove libere per trovare un assetto che permetta almeno di restare competitivi, senza affondare.

Eppure, dietro le quinte, il lavoro è stato enorme. «Tutti hanno lavorato durissimo per portare la vettura aggiornata per la prossima settimana a Budapest. Speriamo che funzioni e che possiamo ricompensare tutti quelli in fabbrica».

Le parole espresse da Alonso sottolineano un aspetto chiaro: Spa è il ponte verso Budapest, dove si dovrebbe assistere a una versione B dell’Aston Martin.

La scelta difficile: fermarsi, ripensare la vettura e accettare il dolore della ricostruzione

È giusto a questo punto chiedersi se la squadra abbia scelto la strada giusta: soffrire a lungo per un grande aggiornamento invece di inseguire piccoli miglioramenti gara dopo gara. Alonso non ha dubbi in merito. «Penso di sì. Se si procede passo dopo passo, migliorando la vettura gara dopo gara, non si modifica in modo sostanziale il DNA della vettura».

È un punto chiave: piccoli ritocchi non avrebbero cambiato nulla o, forse, in una lotta serrata avrebbero modificato enormemente i risultati. Nonostante ciò, il team inglese ha preso questa decisione e bisognerà aspettare il GP d’Ungheria per capire se questa scelta pagherà oppure no. Ma il punto centrale è un altro:

«A volte bisogna fermarsi a riflettere, individuare cosa non funziona nella vettura e affrontare il problema in modo approfondito, magari apportando più modifiche». È la filosofia che ha guidato Aston Martin negli ultimi mesi: smettere di rincorrere, iniziare a ricostruire.

Alonso cita anche Adrian e la sua visione, sostenuta da tutta la squadra. Poi c’è il budget cap, che pesa come un vincolo inevitabile: «Non è possibile costruire nuove parti della vettura ad ogni gara perché non c’è il budget per farlo. Questo vale per la nostra squadra».

La verità è semplice: Aston Martin ha scelto la strada più difficile, ma anche l’unica che può portare a un cambiamento più ampio.

Spa, allora, diventa il punto di passaggio: un weekend da superare, cercando di raccogliere dati in vista della vera svolta che arriverà a Budapest.

Foto copertina x.com

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