SPA 2019, il giorno di Leclerc
18/07/2026 07:00:00 Tempo di lettura: 5 minuti

Il Gran Premio del Belgio 2019 è uno di quegli appuntamenti destinati a rimanere impressi nella memoria degli appassionati di Formula Uno. Sul leggendario tracciato di Spa-Francorchamps, Charles Leclerc conquistò infatti la sua prima vittoria iridata, interrompendo il digiuno stagionale della Ferrari e scrivendo la prima pagina di una carriera destinata a renderlo il punto di riferimento della Scuderia. Ancora prima e ancora di più, però, fu un fine settimana segnato da una tragedia che stravolse il clima del paddock: il sabato, durante la Feature Race di Formula Due, perse la vita Anthoine Hubert, grande amico di Leclerc fin dai tempi dei kart.

La Ferrari arrivava in Belgio dopo una prima metà di stagione complicata. La SF90 aveva mostrato ottime prestazioni in qualifica ma aveva raramente avuto il passo necessario per contrastare la Mercedes nell’arco della gara. Le caratteristiche di Spa, con lunghi rettilinei e curve da affrontare ad altissima velocità, sembravano però adattarsi perfettamente alla monoposto di Maranello, progettata con un’aerodinamica poco carica ma estremamente efficiente sul dritto.

Fin dalle prove libere si intuì che il Cavallino avrebbe potuto giocarsi il successo. Leclerc fu il più veloce nelle sessioni decisive e conquistò una pole position autorevole davanti al compagno di squadra Sebastian Vettel e alle Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. 

Per il giovane monegasco era un’altra conferma del suo straordinario talento sul giro secco, ma restava ancora da trasformare quella velocità nella prima vittoria in un gran premio.

SPA 2019, il giorno di Leclerc

Veniamo alla gara, che si rivela sempre più intensa, di tornata in tornata. Dopo una buona partenza, Leclerc mantiene il comando mentre Vettel viene utilizzato dalla Ferrari in una strategia aggressiva per rallentare Hamilton durante la fase centrale della gara. Nota bene: l'ex Campione del Mondo sacrifica la propria gara per consentire al compagno di costruire il margine necessario pee difendersi nel finale. È una scelta di squadra perfettamente eseguita, che dimostra come il muretto Ferrari abbia individuato l’unica possibilità per contenere il ritmo della Mercedes.

Negli ultimi giri Hamilton inizia una rimonta impressionante. Curva dopo curva il britannico recupera terreno sfruttando un miglior rendimento delle gomme dure e arriva praticamente negli scarichi della SF90. 

È il giorno in cui Leclerc, nonostante la fortissima pressione e la consapevolezza di essere a un passo dalla sua prima vittoria, non commette il minimo errore. Protegge con freddezza il vantaggio accumulato e taglia il traguardo con meno di un secondo di margine sul Campione del Mondo, conquistando un successo destinato a entrare nella storia della Ferrari.

SPA 2019, il giorno di Leclerc

Le immagini del dopo gara raccontano meglio di qualsiasi parola lo stato d’animo del paddock. Non ci possono essere festeggiamenti sfrenati. Leclerc dedica immediatamente la vittoria ad Anthoine Hubert, con commozione evidente durante tutte le interviste. Quella domenica il motorsport celebra il talento di un giovane campione, ma lo fa nel ricordo di un pilota che aveva condiviso con lui gran parte del percorso nelle categorie giovanili.

Dal punto di vista tecnico, Spa 2019 segnò anche l’inizio di uno dei dibattiti più accesi degli ultimi anni. La Ferrari impressionò tutti per la velocità di punta della SF90, favorita certamente da un’impostazione aerodinamica particolarmente scarica, ma anche da una power unit che appariva estremamente competitiva. Proprio in quel periodo iniziarono a moltiplicarsi le domande delle squadre rivali sulla gestione del sistema di alimentazione e sul rispetto delle normative relative al flusso di carburante. La FIA emise diverse direttive tecniche nel corso della seconda parte della stagione e avviò approfondimenti sulla power unit del Cavallino.

Come molti ricordano, la vicenda sfociò, nei mesi successivi, nel noto accordo riservato tra la Federazione e la Scuderia annunciato nel febbraio 2020. L’intesa non comportò squalifiche né modifiche ai risultati ottenuti nel campionato 2019 e la FIA non rese mai pubblici i dettagli tecnici delle verifiche effettuate. Per questo motivo il tema continua ancora oggi a essere oggetto di discussione tra gli appassionati, senza che sia mai stata accertata ufficialmente un’irregolarità della monoposto che vinse a Spa e, una settimana dopo, anche a Monza.

Di certo il successo belga rappresentò il punto più alto della stagione Ferrari. La settimana successiva Leclerc avrebbe concesso il bis davanti al pubblico di Monza, riportando il Cavallino alla vittoria nel Gran Premio d’Italia dopo nove anni. Quelle due affermazioni, tuttavia, non furono sufficienti per riaprire la lotta al mondiale, saldamente nelle mani della Mercedes, nettamente più completa nell’arco dell’intera stagione.

A distanza di anni, il Gran Premio del Belgio 2019 conserva un valore speciale. Fu quello il giorno in cui Charles Leclerc smise definitivamente di essere soltanto una promessa e divenne un vincitore in Formula Uno. È il ricordo di un successo conquistato con maturità e sangue freddo contro uno dei più grandi piloti della storia. Il tutto in una cornice di emozioni, dolore e polemiche tecniche destinate a far discutere ancora a lungo, tra le pagine di uno dei capitoli più intensi della recente storia della Ferrari.

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