Cadillac, ma dov’è finita la «grandezza» americana?
20/07/2026 09:45:00 Tempo di lettura: 3 minuti

Ieri sera Tom Cruise, durante la cerimonia d’apertura della finale del Mondiale di calcio negli Stati Uniti, celebrava la “grandezza” dell’evento, un concetto a cui l'America è fortemente affezionata. Dalla Cadillac, quintessenza a Stelle e Strisce nel motorsport, ci si aspettava la stessa grandezza. Pur considerando le difficoltà della stagione d’esordio, è infatti probabile che il colosso americano abbia sottovalutato l’impegno richiesto dalla massima categoria, dove i team “europei” conservano ancora un enorme vantaggio.

Dalla gigantesca industria di Detroit era lecito aspettarsi una crescita più rapida. Invece, dopo i numerosi aggiornamenti introdotti nel corso dell'anno, il divario dal centro gruppo resta ancora enorme, soprattutto su circuiti come Spa.

Il Gran Premio del Belgio ha confermato come il percorso di crescita della Cadillac sia ancora acerbo. Se sul giro secco la squadra americana ha mostrato alcuni segnali incoraggianti nel corso della stagione, soprattutto grazie agli aggiornamenti introdotti negli ultimi appuntamenti, la gara di Spa-Francorchamps ha evidenziato ancora una volta un divario troppo ampio rispetto al centro gruppo.

In gara il gap resta enorme

La domenica belga si è chiusa con il ritiro di Sergio Perez a causa della rottura della sospensione posteriore interna. Prima del problema tecnico, però, il messicano aveva già dovuto fare i conti con una vettura davvero poco competitiva.

"È stato un finale di gara sfortunato. Abbiamo avuto un cedimento della sospensione posteriore e siamo stati costretti al ritiro. Stiamo ancora investigando sulle cause. È stato un weekend complicato perché abbiamo sofferto molto in termini di velocità sul dritto: anche in gara ci mancavano un paio di decimi e non siamo riusciti a lottare a lungo con la Haas di Esteban Ocon. Speriamo di risolvere il problema per Budapest", ha spiegato Perez.

A parità di motore rispetto alla Haas, sulle piste che premiano l'efficienza aerodinamica il divario resta ancora molto elevato. Anche i problemi di affidabilità continuano a presentarsi con troppa frequenza.

Affidabilità e degrado ancora da migliorare

Valtteri Bottas è invece riuscito a vedere la bandiera a scacchi, sottolineando come il risultato più importante sia stato quello di raccogliere dati utili per proseguire lo sviluppo della monoposto.

"È stata un'altra gara difficile per noi, ma siamo riusciti a portare almeno una macchina al traguardo. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare, soprattutto sull'affidabilità e sul degrado degli pneumatici. Tutti nel team stanno dando il massimo e dobbiamo continuare a spingere. Speriamo che Budapest possa adattarsi meglio alle caratteristiche della nostra vettura e, se riusciremo a mettere insieme un buon giro in qualifica, potremo provare a sfruttare qualche opportunità".

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